“Un uomo misterioso si è avvicinato a Francesco: un testimone?” L’appello dei Carabinieri: “Comunque sia, si faccia avanti”

«Se è il pirata si faccia avanti, se è un testimone, idem». È l’appello dei carabinieri di Vimercate per l’uomo misterioso che venerdì sera alle 19 si è avvicinato per un istante a Francesco Belloni, il motociclista di Basiano investito sulla Provinciale 179 a Masate e che subito si è dileguato nel nulla. Quasi per controllare che respirasse ancora. Il ragazzo, che avrebbe compiuto 21 anni fra qualche giorno, invece, è morto tre ore dopo all’ospedale di Vimercate per i traumi riportati nell’incidente. Più testimoni, la notte scorsa, hanno confermato la presenza dello sconosciuto vicino al giovane, già incosciente, nei drammatici istanti che hanno preceduto l’arrivo dei soccorsi e delle pattuglie.

Una manciata di minuti concitati, con l’investitrice (suo malgrado) sotto choc e le difficoltà a ricordare tipiche di queste situazioni. Tutti però concordano: quell’uomo c’era, una presenza fugace, ma sicura. Gli investigatori sembrano avere pochi dubbi: potrebbe trattarsi dell’automobilista che ha urtato Francesco, catapultandolo di schianto nella corsia opposta, dove arrivava un’altra auto, al volante la donna, che non ha potuto far nulla per evitare l’impatto. E’ questa l’ipotesi su cui si lavora per ricostruire la sequenza dei fatti, tutt’altro che semplice. Quel tratto della Villa Fornaci-Trezzo è buio e non ci sono telecamere. Ma un indizio che suffragherebbe la tesi, però, c’è. I carabinieri mantengono il riserbo e chiedono al passante di farsi avanti. «Si presenti a una stazione qualsiasi e ci aiuti a capire. Se, invece, è lui che ha urtato la 125 di Belloni, si liberi la coscienza, facendo il proprio dovere».

Un messaggio chiaro che riaccende i riflettori sul dramma dell’ennesima vita spezzata sulla strada. Una lunga scia di sangue, che ora conta una vittima in più, con una variante: Francesco aspetta che destino e responsabilità siano dosate a dovere. Lo choc per la sua fine è enorme. Persino chi dovrebbe essere abituato a vederne di tutti i colori, strizza gli occhi per trattenere la commozione. Quando l’altra notte i medici hanno dovuto arrendersi, dopo il disperato tentativo di strapparlo a un epilogo così difficile da accettare, al pronto soccorso è sceso il silenzio. Troppo grande il dolore della famiglia che lo aspettava a cena e a casa lui non è più arrivato, degli amici e dei parenti stretti attorno ai genitori. Belloni deve riposare in pace e per farlo bisogna capire se dalla moto è caduto da solo, o se qualcuno l’ha spinto.

La vicenda riporta alla mente il caso di Beatrice Papetti, la 16enne di Gorgonzola investita nel 2013 da un pirata vicino a casa, rintracciato pochi giorni dopo la tragedia. Portò il furgone con cui aveva travolto la studentessa, che era in bicicletta, a riparare e gli investigatori gli diedero nome e cognome. Potrebbe succedere anche stavolta.

fonte: Il Giorno