Uccide il figlio disabile nel sonno e tenta suicidio

Era preoccupato per il futuro di suo figlio disabile e ha deciso di risolvere il problema a modo suo: uccidendolo. Così un cinquantenne residente a Vespolate, in provincia di Novara, ha posto fine ad un dramma famigliare reso ancora più grave dalla scomparsa della moglie dell’uomo e madre del disabile, avvenuta circa un anno e mezzo fa.
Il padre era rimasto da solo ad occuparsi del figlio bisognoso di continua assistenza. Un fardello forse troppo pesante per lui, sfociato in una vera e proprio tragedia famigliare.
L’uomo ha soffocato il figlio nel sonno, uccidendolo, poi ha aperto il gas con l’intenzione di togliersi a sua volta la vita. Non è riuscito nel suo ultimo intento, è stato infatti salvato e ora è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Novara.
Niente da fare invece per il figlio.
Secondo le prime confessioni, l’uomo era preoccupato del fatto che il figlio sarebbe rimasto solo una volta che lui fosse morto. E così avrebbe deciso di ucciderlo prima. La preoccupazione era diventata insostenibile dopo la morte della moglie.
Una giustificazione che certo non renderà più clementi i giudici, ma potrebbe aprire una seria riflessione sul problema dell’assistenza alle famiglie con un disabile da accudire e senza sostegni alle spalle.

Riccardo Ghezzi
Novara, 8/11/2016