Gli Usa anticipano sempre i tempi: anche contro il politicamente corretto

Femminismo, diritti civili, uguaglianza, rivendicazioni etniche. Non c’è battaglia che abbia caratterizzato il ‘900 che non abbia visto gli Stati Uniti d’America porsi come avanguardia. Nella storia, gli Usa hanno dimostrato di saper sempre anticipare i tempi. Come se fossero dotati di una magica palla di vetro, gli americani hanno visto il futuro e hanno saputo cogliere il cambiamento prima degli europei.
Sarà per questo che si parla sovente di “importazione” del modello americano, che influenzerebbe l’intera cultura occidentale. In realtà questo è vero solo in parte. Gli Usa non esportano né influenzano, o almeno non esattamente. Semplicemente, arrivano prima. Per vocazione.
Non sono coincidenze, forse è semplicemente destino. Ma qualsiasi cambiamento storico significativo, in primis ogni mutamento sociale, è passato prima dagli Usa e poi è stato sdoganato nel resto del mondo occidentale.

Sarà anche per questo che ogni elezione americana viene vista con particolare interesse, anche se in tanti storcono il naso e interpretano questo come un segnale del dominio e dell’arroganza a stelle e strisce. In realtà gli Usa non si sono posti unilateralmente come padroni del mondo, ma semplicemente ogni teorico contrappeso non è stato in grado di porsi come alternativa seria. Non solo l’Urss, ora Russia, ma anche e soprattutto l’ormai naufragato progetto dell’Unione Europea. Non esiste, ad oggi, un reale contrappeso al potere statunitense. Ma soprattutto, nessuno è capace di anticipare tempi e tendenze come gli americani.
Ecco perché le elezioni presidenziali statunitensi sono importanti e seguite in tutto il mondo. Ogni quattro anni c’è sempre da aspettarsi qualcosa. E se otto anni fa è nato il fenomeno Obama, è innegabile che nell’anno 2016 il vero “prodotto elettorale” è Donald Trump.
Non capito dai sondaggisti, men che meno dagli europei, nemmeno a parlarne dal suo stesso partito repubblicano, Donald Trump è un semplice segnale dei tempi che cambiano. Gli americani l’hanno scelto alle primarie quando tutti lo definivano macchietta estemporanea. Ed è finito con il contendere l’ingresso alla Casa Bianca a Hillary Clinton, simbolo del potere precostituito.
Insomma, Trump è un simbolo dei tempi che cambiano. Di un nuovo concetto di politica e di campagna elettorale. Un segnale anche per il futuro, che come al solito arriva dagli Usa.
Donald Trump è l’incarnazione della sconfitta del politicamente corretto. Così hanno voluto gli americani, così cambieranno i tempi.
Come sempre, nella storia.

Riccardo Ghezzi
Roma, 9/11/2016