Minacce al prefetto: “Se non vanno via i migranti facciamo esplodere la scuola di Polizia”

La protesta anti migranti, in Sardegna, si gioca sul pesante. Dopo un’attentato incendiario e un’esplosione scongiurata per poco, per fermare la creazione di una grande casa di accoglienza adesso si usano anche i proiettili. Con tanto di minacce di morte. A ricevere il pacco col messaggio intimidatorio, questa mattina, è stata la prefetta di Cagliari, Giuliana Perrotta, che da settimane tenta di allestire un centro per rifugiati in un paese dell’hinterland del capoluogo: a Monastir, dove si trovava la scuola della Polizia Penitenziaria.

La grande caserma è abbandonata già da qualche anno e la prefettura ha pensato di trasformarla in un centro di accoglienza. Anche perché in Sardegna non ci sono più posti e nessun imprenditore partecipa ai bandi per allestire nuovi spazi. Ma a Monastir nessuno vuole il centro di accoglienza: in testa alla protesta c’è il sindaco Luisa Murru, che nei giorni scorsi ha persino organizzato alcune manifestazioni di piazza. Contro la prefettura si è sempre scagliata con toni durissimi ma ora qualcuno ha alzato il tiro.

Due settimane fa l’ex scuola della Polizia Penitenziaria è stata devastata da un rogo e solo per poco i vigili del fuoco avevano evitato l’esplosione di due bombole di gas. Stamattina un pacco con due proiettili e un foglio pieno di minacce è stato trovato davanti al palazzo della prefettura. Minacce di morte e un avvertimento: «Se non spostate il centro di accoglienza, a Monastir salta tutto in aria».

lastampa.it