RENZI UTILIZZA L’ELISOCCORSO PER RACCATTARE GLI ULTIMI SÌ

Pur di portare a termine la campagna elettorale, però, il premier, ligio alle proprie convenienze, fece partire un altro elicottero, quello dell’Aeronautica militare, di turno Sar (Search and rescue), ovvero il velivolo di soccorso responsabile in quel momento per l’area da Roma in giù, da una base del Sud Italia. Il velivolo caricò Renzi a Potenza e lo portò a Matera. Per un tragitto di 102 chilometri, per i quali in auto sarebbero serviti 1 ora e 20 minuti di percorrenza, il mezzo impiegò pochi minuti.
Finito il comizio elettorale, il presidente del Consiglio salì nuovamente sull’elicottero e fu trasportato a Caserta, dove parlò nuovamente per promuovere il “Sì”. Quindi, fu accompagnato a Grazzanise dove si imbarcò sull’Airbus di Stato per altra destinazione. Questo viaggio è costato al contribuente 39mila euro, di cui 18mila per il solo carburante. E i vari voli sono stati autorizzati, come sempre, dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, lo stesso che tempo fa fece levare un elicottero dell’Aeronautica militare per farsi accompagnare dalla caserma “Macao”, nel centro di Roma, a Pratica di mare. Lo stesso che autorizzò anche il tragitto, con elicottero di Stato e sempre per la campagna elettorale pro “Sì” da Messina a Reggio Calabria lo scorso 22 ottobre.