Allarme meningite in Italia: dopo le due studentesse morto anche un uomo

Il problema, spiega, sono i portatori sani del meningococco di tipo C che si trova nella gola di molte persone: ad un certo punto – senza alcun motivo – il batterio penetra all’interno dell’organismo di alcune persone sane causando malattie gravissime, spesso la meningite.

“Il vero serbatoio di questo batterio non sono i malati, ma i portatori sani, come quello che ha contagiato le due ragazze milanesi; in particolare o gli adolescenti ed i giovani adulti, che da molti studi risultano essere quelli che con più “efficacia” albergano e diffondono il batterio“.

Ancora una volta c’è un’unica soluzione: il vaccino. Questo perché chi è vaccinato non solo impedisce al batterio di arrivare in gola e di dare origine a delle infezioni pericolosi, ma riduce anche il numero di portatori sani.

Roberto Burioni spiega come ridurre il numero dei portatori sani – ovvero il numero di chi inconsapevolmente “trasporta” il meningococco – significa ridurre anche la malattia.

Per questo secondo lui si dovrebbe applicare un piano vaccinale idoneo per vaccinare chi è più probabile che appunto porti il batterio, ovvero giovani e adolescenti: “Certo, dovremo forse ripensare la strategia di vaccinazione, perché se si vuole non solo diminuire l’incidenza della malattia ma anche ridurre la circolazione del germe bisognerà fare in modo che siano ben immuni gli individui dell’età giusta (gli adolescenti, che sono il serbatoio principale), e prendere in esami altri complicati aspetti, il che potrebbe portare nel tempo a rivedere sulla base dei fatti i tempi e i modi della vaccinazione”.