CLAMOROSO! LA MINISTRA FEDELI NON HA NEANCHE IL DIPLOMA DI MATURITÀ

E così la realtà supera la fantasia.
Renzi – perché è lui il burattinaio, dai… – dal vecchio governo ha cacciato di fatto solo un ministro, la Stefania Giannini, con la quale evidentemente aveva il dente avvelenato per il fallimento indecente della legge sulla “Buona scuola”. E d’altra parte non ci voleva la zingara a prevederlo, visti gli ebeti che giravano per il ministero vantandosi di essere i consulenti del ministro per la nuova legge sulla scuola, e magari forse erano solo degli scrocconi senza mestiere.

Ed al posto della ministra scadente-scaduta, chi ti piazza Renzi come ministro dell’Istruzione e dell’Università? L’unica che gli avrebbe consentito di togliersi un altro piccolo sassolino dalla scarpa, quel sassolino chiamato Family day, un sassolino che gli aveva tolto almeno un paio di milioni di voti al referendum, orientandoli verso il No più deciso ed intransigente.

Quindi ci voleva un ministro non solo gay-friendly, ma proprio qualcuno nemico giurato di quei cattolici ingrati, che lo avevano abbandonato, lui, ex boy scout. Qualcuno che quel famoso “gender nelle scuole”, contro cui era stato organizzato il Family day, lo volesse portare per davvero.

E non avendo il fegato per nominare direttamente la Cirinnà, né il gay Scalfarotto, ha pensato bene di mollare la più idonea polpetta avvelenata contro i cattolici, la più incarognita sulla infame strada della teoria gender: la senatrice Valeria Fedeli, quella che aveva presentato al Senato il disegno di legge per l’introduzione di una cultura gender nelle scuole. Peggio di lei, nelle seconde linee dell’omosessualismo, solo la Boldrini. Ma non potendo nominare ministra la “presidenta”, restava solo la Fedeli come pittbull da aizzare contro il “Comitato Difendiamo i Nostri Figli”.

E fu così che la Fedeli divenne ministro dell’Istruzione, con licenza di uccidere i cattolici nella scuola.