“Io, disabile multata sul bus. Davanti a me uno straniero graziato”

Giorgia Dall’Aglio, disabile di 22 anni di Codemondo, in provincia di Reggio Emilia, è stata multata sul bus per non aver obliterato il biglietto. La ragazza assicura che sia la prima volta che le capita, che tutte le altre volte l’aveva sempre vidimato. Una dimenticanza, una distrazione. Ma ha deciso di raccontare la sua storia ai giornali perché ritiene di aver subito un’ingiustizia: «Peccato che sullo stesso mezzo ci fosse uno straniero, completamente senza ticket. E lui è stato graziato; gli hanno lasciato persino proseguire la corsa. È questo che mi fa più rabbia. Ho sbagliato senz’altro, ma almeno che la legge sia uguale per tutti».

Giorgia è disabile al 75%, sale spesso sui bus e ogni volta timbra «Li ho tutti conservati a casa i biglietti, ve li posso mostrare» conferma la madre, Monica Bernini.
Il 5 dicembre è invece accaduto qualcosa di diverso, come racconta la stessa ragazza: «Sono salita sulla linea 1 per andare a trovare un’amica a Cavriago. E ho iniziato a cercare nella borsa il multicorse per vidimarlo, come faccio sempre. Ma subito non l’ho trovato. In quel momento sono saliti i controllori e io mi sono agitata ancora di più».
La madre continua:  «Lei è rimasta sconvolta. Si è impaurita, irrigidita, non ha avuto la forza di reagire».
E la ragazza riprende il racconto: «Poi, però, l’ho recuperato e mi sono avvicinata alle obliteratrici, ma erano già state spente». Arrivano i controllori e le fanno la multa: «Ho provato a spiegare che cosa era accaduto, ma non mi hanno ascoltata. Mi ha fatto rabbia perché oltretutto il controllore, che era una donna, mi conosce e spesso mi ha vista sul bus: sa che sono sempre a posto. Ma stavolta non ha voluto sentire ragioni: ‘Se fai storie chiamiamo i carabinieri… Altrimenti firma».
Multa di 66,50 euro.

Ma dopo succede qualcosa: «Hanno controllato le altre persone sul bus. E c’era un uomo apparentemente magrebino di circa quarant’anni completamente senza biglietto. E i controllori gli hanno detto ‘per oggi chiudiamo un occhio’. Allora io mi sono avvicinata e ho detto ‘scusate ma perché a lui che non ha biglietto nulla e a me che lo avevo e lo stavo per timbrare sì?’ Mi hanno risposto: ‘Lei firmi…’ »

E qui è la madre a sbottare: «Io vorrei capire perché. O tutti o nessuno. Il mio è uno sfogo: è assurdo, non si fa così. È giusto che mia figlia impari la lezione, è molto lenta nei movimenti anche a causa della sua disabilità e forse questo episodio potrà servirle. Perché questa è la realtà. Non potrò sempre esserci io a proteggerla. Ma non capisco perché si usino due pesi e due misure. Non mi vergogno a dirlo: sono una donna che vive sola con due figlie. E una multa così, per noi, è una cifra importante. Io lavoro part-time in un mangimificio e non mi era ancora arrivato lo stipendio: non ho potuto pagare entro i cinque giorni canonici».

La multa è quindi salita a 88,50 euro. «E io non l’ho ancora saldata. Faccio fatica ad arrivare alla fine del mese, devo controllare le minime spese e tirare la cinghia. Ma non è questo il punto: lei ha sbagliato e pagheremo, anche se credo che l’errore sia stato dovuto anche alle sue difficoltà. Per questo suo problema è molto lenta nei movimenti e ci mette molto a far tutto. E quando ha trovato il biglietto era troppo tardi. Ma la cosa che più l’ha sconvolta, è che si è sentita ulteriormente discriminata. Non è tanto per la multa, ma per la rabbia e la presa in giro».

E poi, la beffa finale: Sceso dal bus «il magrebino ‘graziato’ si è voltato verso di me è mi ha fatto un saluto militare rivolgendomi anche un sorrisino, come di scherno».
Conclude la madre: «Mia figlia di certo deve imparare, il mondo è così. Dovrà essere più veloce, perché nella realtà le difficoltà non vengono considerate. Magari non ha nemmeno una disabilità apparente così forte. Ma quello dopo non ha il biglietto e non la paga? Addirittura non l’hanno fatto neppure scendere? È questo di cui non mi capacito. Non è educativo. Vuole sapere l’ultima? La settimana scorsa sono andata negli uffici dietro piazzale Europa e ho chiesto di parlare con un responsabile. Mi hanno dato un modulo da compilare e mi hanno detto che mi avrebbero contattata». Ma non si sono ancora fatti sentire:

Riccardo Ghezzi
Reggio Emilia, 19/12/2016