Poliziotto investito e ridotto in fin di vita, ma la condanna al marocchino è ridicola

Ha investito e trascinato con la sua auto per centinaia di metri l’investigatore della Squadra Mobile di Lecco Sebastiano Pettinato,  33 anni, provocandogli alcune fratture e un grave trauma cranico commotivo. Per questo motivo il poliziotto è stato ricoverato in gravi condizioni, fino a essere trasferito in reparto rianimazione. Chi invece l’ha investito, il marocchino diciannovenne Soufiane Moustapha Amine che voleva sottrarsi ad un arresto per spaccio insieme a due complici, se la caverà invece con otto anni di reclusione e appena 50.000 euro di risarcimento.

Una sentenza che ha provocato la reazione del segretario provinciale del Coisp di Lecco, Francesco Bruno, che esprime tutta la sua indignazione: “La Segretaria Provinciale COiSP di Lecco ha appreso con profondo sconcerto la condanna a 8 anni di reclusione e 50 mila euro di risarcimento del marocchino Soufiane Moustapha Amine, il diciannovenne che lo scorso ottobre ha investito e trascinato per svariati metri il nostro collega Sebastiano Pettinato al fine di sottrarsi all’arresto per spaccio di stupefacenti” dice Bruno, che prosegue “In questo “strano paese” investire un poliziotto per poi spedirlo in rianimazione, facendogli patire svariati interventi chirurgici, equivale ad essere giudicato per aver commesso un qualsiasi altro reato comune.
Ciò vale a dire che uno poliziotto, uscendo di casa la mattina, deve mettere in preventivo che la sua vita vale meno della carta straccia”.
Continua il segretario provinciale Coisp: “Questa organizzazione sindacale, oltre a essere profondamente delusa per l’iniqua condanna è altresì consapevole che il giovane magrebino, molto probabilmente, non sconterà mai l’intera condanna in carcere ne quantomeno restituirà la somma di denaro dovuta. In questo grande senso di ingiustizia l’unica certezza è quella che il Coisp non smetterà mai di gridare e lottare per i poliziotti, contro quella politica sempre più ipocrita e intenta a scambiarsi le poltrone piuttosto che tutelare i propri servitori”.
E poi un pensiero allo sfortunato collega: “Infine a pochi giorni dal Natale i nostri calorosi auguri vanno a Sebastiano, che ha iniziato una lunga riabilitazione, a sua moglie, ai genitori, a sua sorella e a tutta la sua famiglia, che in questi lunghi giorni hanno vegliato, incessantemente su di lui”.

Riccardo Ghezzi
Lecco, 20/12/2016