“Gridavano, li ho tenuti aggrappati a me”: il carabiniere-papà che si è buttato nel pozzo per salvare due bimbi

“Ho il terrore dell’acqua ma in quel momento ho pensato: e se là sotto ci fosse mia figlia? Gridavano e li ho tenuti aggrappati a me”

N ei disegni di tutti i bambini gli angeli custodi hanno ali ed aureola. Nei disegni di Giovanni e Gabriele, 7 e 8 anni, indossano una divisa nera e rossa e si nascondono dietro lo sguardo buono del carabiniere Mario.

La storia di Mario De Bellis, 35 anni, originario di Cassino (Frosinone), è una di quelle pagine di cronaca italiana che ti fanno gonfiare il cuore di orgoglio. E lui stesso non crede ancora a ciò che è riuscito a fare. Nemmeno quando ora, a distanza di un anno e mezzo, scova qualcuno della sua famiglia mentre riguarda su You Tube i filmati del suo atto eroico. Grazie a quel gesto oggi due bambini sono vivi e stanno giocando con i regali appena scartati.

Tutto accade in una manciata di minuti. È la fine di maggio del 2015, uno di quei pomeriggi di primavera piena, con la scuola quasi al termine e la luce fin dopo cena. E chi li tiene più due bambini in una giornata così. Gabriele e Giovanni sono a una festa di compleanno nel giardino di una villa a Bagno a Ripoli, vicino a Firenze. Si rincorrono, per scherzo salgono sulla lastra arrugginita di un vecchio pozzo abbandonato. La copertura cede e in un secondo finiscono giù, precipitando per dieci metri. È il panico più totale. Qualcuno chiama immediatamente i Vigili del Fuoco ma ci si rende conto che ogni secondo è prezioso e che i due piccoli potrebbero sparire in quell’acqua scura e fredda da un momento all’altro. Il papà afferra un tubo giallo di gomma, di quelli che servono per annaffiare le piante, lo srotola nel pozzo ma senza saper bene cosa fare, nessuno ha il coraggio di calarsi, né le capacità. E i due bimbi da soli non riescono ad aggrapparsi. Mario, assieme a un collega, è a bordo di una gazzella per perlustrare la zona e sta cercando di intercettare alcuni falsi venditori porta a porta, segnalati da alcuni anziani del quartiere. «Aiuto, vi prego, aiutateci!» gli corre incontro una donna, disperata. Lui non ci pensa nemmeno un secondo e si toglie le scarpe. Dopo un attimo è dentro al pozzo, al buio, in aiuto di quei due bambini che urlano spaventati e annaspano nell’acqua.

«Li ho afferrati per le braccia, erano stanchi e infreddoliti. Li ho tenuti ancorati a me fino a quando sono arrivati i Vigili del Fuoco e li hanno tirati fuori. Tutto qui». «Tutto qui» dice lui. In realtà quel gesto