Serve un cuore artificiale per un bambino, jet militare si alza in volo per salvargli la vita

E’ partito da Pisa verso Roma, dove ha imbarcato un’ambulanza e un’équipe medica dell’ospedale Bambin Gesù di Roma, poi ha proseguito per Atene per prendere a bordo un bambino di 3 anni malato gravemente di cuore e infine è tornato a Roma dove il piccolo potrà essere curato.

Un’operazione umanitaria che vede in primo piano l’eccellenza militare e sanitaria italiana, che non si è fermata nel giorni di Natale: il volo, un C-130J dell’Aeronautica Militare appartenente alla 46^ Brigata Aerea, è partito da Pisa su ordine della Sala Situazioni di Vertice del Comando Squadra Aerea dell’Aeronautica Militare, a seguito della richiesta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il C130J ha prima fatto sosta a Roma per imbarcare un’ambulanza e un’automedica con l’equipe specialistica per assistere il bambino durante l’intero viaggio e ha poi proseguito il volo per Atene. Dopo l’imbarco del bambino, il velivolo è ripartito alla volta dell’aeroporto di Ciampino e il piccolo paziente è stato trasferito nella struttura ospedaliera del Bambin Gesù a Roma che presterà le cure specialistiche necessarie: al bambino serve un cuore artificiale.

L’Aeronautica Militare italiana è tra le pochissime forze aeree al mondo in grado di effettuare in sicurezza il trasporto di ambulanze. Dall’inizio dell’anno sono oltre 220 le missioni, più di 700 ore di volo per trasportare pazienti in difficoltà. Il 60% circa dei pazienti trasportati in questi voli ha un’età compresa tra 0 e 3 anni. Il servizio copre l’intero territorio nazionale, ed è a disposizione anche dei nostri connazionali all’estero.

Missioni di questo tipo necessitano della massima tempestività e l’Aeronautica Militare, attraverso i suoi Reparti di volo, mette a disposizione mezzi ed equipaggi pronti a decollare 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno, senza soluzione di continuità e in grado di operare in qualsiasi condizione meteorologica.
La Nazione