Turchia, l’Isis rivendica la strage in discoteca a Istanbul. Continua la caccia al killer. Esplosi 180 colpi

Le autorità turche hanno riferito che si tratta di un unico assalitore, di cui ha diffuso delle foto (un giovane con barba e capelli neri), ma non mancano i dubbi. Altre immagini mostrano un uomo con abiti bianchi e un berretto con il pon-pon, tanto che inizialmente si era pensato fosse vestito da Babbo Natale, forse per confondersi tra alcuni degli agenti di sicurezza di pattuglia nelle strade vestiti allo stesso modo. Tra l’altro, alcuni testimoni sopravvissuti alla strage hanno raccontato di aver sentito sparare da più di una persona. Al momento, si contano almeno 39 morti, soprattutto stranieri: 7 sauditi, 3 iracheni, 3 giordani, 2 libanesi, una franco-tunisina ed il marito, 2 indiani, uno da Kuwait, Libia, Siria e Israele, un ventenne belga di origine turca ed un canadese-iracheno. Tra i feriti, una settantina, alcuni versano in gravi condizioni. Nelle ore successive all’attentato, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha tuonato contro coloro che “stanno cercando di creare caos e destabilizzare il Paese” ed ha assicurato che “manterremo il sangue freddo e resteremo più uniti che mai”.

Unanime la condanna internazionale, dalla Casa Bianca alla Russia, all’Ue. Per l’Italia, il presidente Sergio Mattarella ha invocato “fermezza contro la barbarie terrorista” mentre il premier Paolo Gentiloni ha inviato un messaggio a Erdogan parlando di “vile e brutale attacco” e assicurando la solidarietà del governo italiano. “Purtroppo, la violenza ha colpito anche in questa notte di auguri e di speranza. Addolorato, sono vicino al popolo turco”, ha detto papa Francesco all’Angelus. La Turchia non riesce a tirarsi fuori dalla spirale di sangue che l’ha avvolta negli ultimi anni, culminata in un 2016 che ha prodotto centinaia di morti in almeno sei grandi attentati, l’ultimo dei quali appena 20 giorni nei pressi dello stadio di Istanbul.