LA “MAGISTROCRAZIA” COLPISCE ANCORA: LA CORTE D’APPELLO DI MILANO SI SOSTITUISCE AL PARLAMENTO E DECIDE CHE L’UTERO IN AFFITTO NON È PIÙ REATO

Le reazioni alla sentenza
«Le sperimentazioni sulla parentela – dichiara l’on. Eugenia Roccellae la nascita stanno raggiungendo punte di totale assurdità. La legge sulle unioni civili di cui Renzi e Alfano sono responsabili ha spalancato le porte anche in Italia al nuovo mondo dei bambini su commissione, figli di un numero imprecisato di padri e madri».
«Con quest’ultima sentenza della Corte di appello di Milano – continua la parlamentare – si legittima la finzione, per due maschi omosessuali, di una genitorialità biologica simile a quella di una mamma e un papà. I due, infatti, assoldando due donne per la vendita degli ovociti e l’affitto dell’utero, hanno voluto inscenare una maternità e paternità naturale, quella in cui i figli sono fratelli. In realtà i due bambini sono fratelli solo per parte di madre, visto che condividono la “donatrice” di ovociti, ma quella madre è stata eliminata dalla loro vita, e persino dall’atto di nascita. La coppia gay si è così garantita una parentela per i bambini, ma ha voluto anche, per ciascun membro della coppia stessa, un legame biologico con uno dei due bimbi».
«E’ difficile – conclude l’on. Roccella – persino dare un nome ai rapporti di parentela così assemblati; l’unica cosa certa – e orribile – è che le donne continuano ad essere usate come corpi in vendita, i bambini come oggetti sul mercato, e la fecondazione artificiale come un modo per soddisfare i propri desideri di genitorialità senza rispetto per gli altri esseri umani coinvolti».

Noi, insieme a tutti gli italiani di buon senso, con in prima linea il Popolo della Famiglia, ai giudici della Corte d’Appello di Milano che hanno legittimato presso la nostra anagrafe la pratica dell’utero in affitto di due gay italiani compiuta negli USA, ribaltando la sentenza contraria del primo grado di giudizio, vogliamo far vedere questa foto che ricorda che violare i diritti di una madre e quelli di un bambino che ha diritto alla sua mamma, in nome della forza derivante dal denaro, è solo una violenza intollerabile.
Perchè i figli, signori giudici di Milano, non si pagano.

Roma, 4 gennaio 2017

Massimo Martini