‘Baci al pavimento, cilicio sulla carne, le fruste, il sesso: ecco i miei 30 anni dentro l’Opus Dei’

Trent’anni dentro l’Opus Dei in Spagna tra divieti e mortificazioni fisiche atroci. A raccontarli è Antonio Esquivias, 60 anni, che sull’edizione spagnola di Vice racconta come e perché ha deciso di uscire dall’istituzione cattolica fondata nel 1928 da Josemaría Escrivá. Oggi è sposato con la musulmana Amina, ha una figlia naturale e tre avuti precedentemente dalla compagna e non rimpiange praticamente nulla della sua vita passata. Una vita di privazioni e rigore estremo, psicologico e corporale.

La giornata – Esquivias entra nell’Opus Dei a 16 anni, da numerario. A quell’epoca, nell’ultima Spagna franchista, l’Opus Dei era la frangia più progressista della chiesa spagnola e nessuno lo aveva avvertito di come avrebbe vissuto. “Mi alzavo presto, poco dopo le sei e mezza (…). Subito dopo veniva la prima offerta del giorno: baciare il pavimento e recitare Serviam!, che significa Servirò, rivolto sia a Dio che all’Opus Dei”. Quindi doccia gelata, mezzora di preghiera riservata ai numerari, funzione, colazione. “Dalle nove all’una mi dedicavo allo studio, interrompendomi soltanto per la preghiera dell’Angelus di mezzogiorno. Dopo venivano un quarto d’ora di letture spirituali, il pranzo e le preghiere del pomeriggio”. Fino alle 21.30 andava a studiare alla Facoltà di Ingegneria agraria, tornava nella residenza, cenava, esame di coscienza, tre Ave Maria della purezza e a letto. Così, ogni giorno.

Le mortificazioni – Poi c’erano le piccole mortificazioni quotidiane: dettagli, per “desensibilizzare le necessità di base”, come togliere zucchero al caffè, piaceri a cui rinunciare o “comodità” come l’appoggiare la schiena allo schienale. E poi le mortificazioni corporali, dolorosissime: “Per due ore al giorno bisognava fare il cilicio, una cinghia di metallo provvista di punte da utilizzare sulla coscia, e una volta a settimana si passava alla disciplina: una frusta di corda intrecciata per la schiena”. Una volta a settimana gli uomini dormivano per terra, mentre le donne dormivano tutte le notti su una tavola di legno.

Controllo totale – L’aspetto forse più devastante sul lungo periodo è quello psicologico: “Nell’Opus Dei il controllo è totale e su tutti gli aspetti della vita, da quello più quotidiano a quello più intimo o personale”. Ogni azione compiuta deve essere segnalata ai superiori, così come per ogni lettura occorreva chiedere l’autorizzazione: “Io mi trovai a chiedere il permesso per leggere un libro di Ratzinger, che poi sarebbe diventato Papa, perché era considerato un testo che si allontanava dalla dottrina dell’Opus”.