ITALIA, E’ UNA VERA STRAGE: 9 MORTI IN 48 ORE

  Feroce e silenzioso, il gelo li sorprende nei sottoscala luridi, avvolti sotto le loro speranze di cartone e di stracci, all’ombra nera dei capannoni abbandonati, poveri e senza scampo quando la temperatura sotto lo zero scende di dieci gradi e il sangue si gela come acqua. Nel pallottoliere del lungo sussulto siberiano accovacciato sull’Italia, salgono a nove i morti dal freddo della solitudine. Nell’imbarazzo di contare le innumerevoli fotografie dei trulli imbiancati di neve contro la loro vocazione di resistere al caldo, le cascate bloccate dal ghiaccio e le spiagge chiuse per il gelo, l’emergenza degli uomini di fronte alla perturbazione è la morte dei senzatetto.

Se l’Italia si prepara all’ultima coda cattiva del blizzard che ieri ha bloccato le strade in Abruzzo, gli aeroporti di mezza Italia, spaccato le tubature dell’acqua in Umbria e costretto l’Anas a consigliare agli automobilisti di sei regioni del centro-sud di restare a casa se possibile, sempre ieri a morire di freddo sono stati altri due clochard. All’aperto steso sul Lungarno, uno è stato trovato assiderato a Firenze, mentre l’altro era in un sottoscala di Milano stretto solo dalla sua giacca di cotone. Altri cinque come loro erano crepati due giorni fa. La terza vittima di ieri è un malato di Alzheimer, 81 anni, della provincia di Monza: scomparso da casa è stato trovato a ridosso del fiume Bavera. Indosso, solo un maglione e delle ciabatte. La stessa sorte è toccata a un’altra malata di Alzheimer, uscita di casa a Oderzo (Treviso) camminando fino a una siepe: le temperature della notte scorsa non le hanno lasciato scampo.

IL VATICANO
Drammatica e dimenticata, l’emergenza dei poverissimi di fronte al freddo ha mosso anche il Vaticano e Papa Francesco. Il programma fa così: dormitori aperti 24 ore per poter stare al caldo anche di giorno e, per chi non vuole muoversi da dove staziona di solito, in dono sacchi a pelo termici, resistenti fino a 20 gradi sotto zero. Le iniziative sono firmate dall’Elemosineria apostolica per i clochard a Roma, per volontà del pontefice.

«Abbiamo messo a disposizione anche altri mezzi e sdraie dell’Elemosineria – spiega monsignor Konrad Krajewski – per chi non vuole spostarsi oppure non trova più letti liberi. E abbiamo aperto i nostri dormitori per tutti lungo le 24 ore – riferisce l’elemosiniere del Papa, suo braccio