“Dopo la militarizzazione del Corpo Forestale ora pronti alla chiusura delle Squadre Nautiche della Polizia di Stato”

“Dopo la militarizzazione della Forestale ora pronti alla chiusura delle Squadre Nautiche della Polizia di Stato

Bianchi:”Il COISP non smetterà di denunciare e vigilare su questo ennesimo ed inspiegabile taglio imposto alla sicurezza con inevitabili ripercussioni per i cittadini, esprimendo sempre tutta la nostra preoccupazione e il nostro dissenso considerando anche che sembra quasi che, tra i sindacati della Polizia, siamo rimasti i soli a difesa della legalità e della sicurezza.”

“Dopo il passaggio obbligato del Corpo Forestale dello Stato, ad ordinamento civile, nei Carabinieri, ad ordinamento militare, questo 2017 dovrebbe, ed il condizionale è ancora d’obbligo perché d’ufficiale non vi è ancora nulla, portare alla chiusura delle Squadre Nautiche della Polizia di Stato portando così ad un’ulteriore preoccupante militarizzazione anche delle nostre acque territoriali, perché di fatto rimarrebbero a pattugliare le nostre coste solo ed esclusivamente corpi militari dello Stato.” Un preoccupato Matteo BIANCHI, Segretario Generale del COISP Liguria affronta una tematica che dovrebbe far riflettere sulla volontà di voler militarizzare un paese democratico.

”Per quanto concerne la nostra Regione, se si attuasse questo progetto, a nostro avviso poco lungimirante, sarebbe prevista l’immediata chiusura di cinque presidi di Polizia con pesanti ripercussioni su un’eccellenza quale è il Centro Nautico e Sommozzatori de La Spezia. La conseguenza di queste chiusure è che la gestione dell’ordine pubblico, per quelle manifestazioni acquatiche che lo richiedono, sarà esclusivamente di competenza militare e questo dovrebbe far riflettere tutti, cittadini comuni e non, ed allo stesso tempo preoccupare la società civile e democratica.” ancora Bianchi “Noi troviamo assurdo che realtà storicamente legate al mare come La Spezia, Genova , Savona ed Imperia vengano depauperate di risorse così specializzate e peculiari per le quali sono stati investiti, in tutti questi anni d’attività, molti soldi pubblici e tutto ciò solamente per poter recuperare al massimo una ventina di uomini e donne, con un’età media, tra le altre cose, superiore ai 48