“Mi faccio esplodere”: espulso tunisino

Terza tappa italiana, Livorno: nella città toscana ha rimediato una denuncia per spaccio di droga. Nel 2015 la coppia si è spostata a Milano, raggiunta anche dalla madre e dalla sorella di lui, trasferendosi in un appartamento di via Panfilo Castaldi in affitto. In poco tempo, grazie anche all’indole violenta, è diventato il “leader” dello spaccio di droga in zona Porta Venezia. Che incutesse timore è indiscutibile: il 7 maggio 2016 non è stato possibile arrestarlo perché l’uomo che la polizia aveva sorpreso a comprare droga da lui ha dichiarato che non avrebbe fatto il suo nome per paura di ritorsioni.

L’ultimo arresto risale invece a settembre 2016, quando gli agenti della squadra mobile lo hanno ammanettato per spaccio di cocaina. Da quell’episodio è derivato l’obbligo di firma in commissariato, di cui si diceva. Culmine di tutto, la minaccia di farsi esplodere in commissariato. La misura era colma, il tunisino troppo pericoloso. Peraltro, negli stessi giorni arrivavano segnalazioni da alcuni residenti: “C’è un uomo spesso violento in via Lazzaro Palazzi”. Così, con l’ufficio immigrazione della questura di Milano, si è proceduto a revocare l’obbligo di firma per poter poi emettere l’ordine di allontanamento. Non si tratta di una “espulsione” vera e propria perché l’uomo non è clandestino: dopo il matrimonio con l’italiana, ha ottenuto la carta di soggiorno.

E quanto al matrimonio, sono forti i sospetti che l’abbia contratto solo per regolarizzarsi. Ne è ormai convinta la sua stessa moglie, che lo ha denunciato per maltrattamenti in famiglia e ha spiegato che le violenze sono iniziate dopo lo sposalizio, mentre prima il tunisino sembrava “l’uomo perfetto”. Denuncia per maltrattamenti presentata, tra l’altro, anche dalla sorella.

Il 29enne è stato riaccompagnato fino a Tunisi con un volo di linea Alitalia partito da Milano, con scalo a Fiumicino: hanno viaggiato con lui tre “scortisti” specializzati, più un quarto che si è aggiunto nello scalo romano. Il tunisino ha cercato di eludere i controlli anche durante il viaggio di ritorno, senza tuttavia creare grossi problemi. Giunto a Tunisi è stato preso in consegna dalla polizia del suo Paese. Secondo quanto è stato riferito agli agenti italiani, avrebbe da scontare una pena considerevole per reati commessi in Tunisia. In via accessoria gli è anche stato ordinato di non fare più ritorno in Italia.

MilanoToday