Sei persone vive sotto 4 metri di neve e si grida al Miracolo

Si continua a scavare con le pale tra la neve e le macerie dell’hotel Rigopiano di Farindola (Pescara), dopo che una slavina ha seppellito la struttura e i suoi occupanti.

Della trentina di persone presenti mercoledì pomeriggio, solo due sono i superstiti. Due cadaveri sono stati estratti ieri, altri due corpi sono stati individuati, ma all’appello mancano oltre 25 persone.

Si scava senza sosta, si infilano le sonde nella neve, con il terrore che un’altra slavina possa piombare sui circa 40 soccorritori al lavoro nella radura a 1200 metri sul livello del mare, ai piedi del versante pescarese del Gran Sasso. Un elicottero vola su tutta la zona per monitorare gli accumuli di neve sulla montagna.

Si scava con ancora più vigore dopo che sei persone sarebbero state individuate ancora vive. Sarebbero sotto un solaio e starebbero parlando con i vigili del fuoco. La notizia sembra confermata dal fatto che da Pescara si stanno muovendo gli elicotteri dell’elisoccorso.

Ma si scava per liberare del tutto la strada che porta all’albergo. Nonostante la colonna dei soccorsi sia partita da Farindola mercoledì sera, i mezzi sono ancora a 500 metri circa dall’ingresso. “Stiamo valutando tutte le criticità soprattutto per la viabilità”, dice Walter Milan, portavoce del Soccorso alpino nazionale a SkyTg24, “Abbiamo di fronte più di trecento metri di neve, che si è compressa”.