Nuove tasse: ecco chi deve pagare nei prossimi mesi

La Cgia di Mestre prevede che l’Italia tornerà ai livelli economici cui era giunta prima della crisi (2007) soltanto nel 2024 ma segnala che quest’anno lo Stato inizierà a essere un po’ meno esoso.

La pressione fiscale dovrebbe scendere dello 0,3%, al 42,3%, a meno di manovre correttive. In parallelo il Pil dovrebbe aumentare di circa un punto e gli occupati crescere di quasi 112.000 unità (riducendo il numero di disoccupati a 84.000 unità).

La pressione fiscale è massima in Lombardia e minima in Calabria: 8.572 euro la media nazionale di tasse pagate dal contribuente italiano in un anno, l’ammontare del costo delle tasse annue pro capite sale a  10.229 euro per i contribuenti del Nord e a 9.485 per quelli del Centro,  mentre scende a 5.841 euro per quelli del Sud. A livello regionale le 3 Regioni con la più alta pressione pro capite sono la Lombardia (11.284 euro), il Lazio (10.426 euro) e il Trentino-Alto Adige (10.320 euro). Quelle con la pressione più bassa sono la Campania (5.854 euro), la Sicilia (5.556 euro) e la Calabria (5.183 euro).

L’81,5% del prelievo fiscale finisce nelle casse dello Stato mentre il 10,5% va alle Regioni e l’8% a Comuni, Province e Comunità Montane. La differenza di pressione fiscale tra diverse aree del Paese dipende dunque anzitutto dal diverso tenore di vita dei residenti, prima e piuttosto che dal diverso peso delle amministrazioni regionali e locali sulle tasche dei cittadini.

Il risparmio fiscale per il 2017 sarà di circa 7,5 miliardi di euro rispetto al 2016 e deriverà da diversi provvedimenti adottati nei mesi scorsi:
– proroga degli incentivi fiscali legati alle ristrutturazioni edilizie e al risparmio energetico;
– proroga del maxiammortamento (al 140%) e dell’iper ammortamento (al 150%) per le imprese che acquistano macchinari ad alto contenuto di tecnologia;
– erogazione del bonus bebè e del bonus cultura (a favore di chi diventa maggiorenne);