VERGOGNA GIUSTIZIA- CASO NARDUCCI

 

 Caso Narducci: Sap, processo e’ stereotipo malagiustizia Tonelli, invitiamo colleghi a fare domanda per servizi interni (ANSA) – BOLOGNA, 14 FEB – “Il caso Narducci a Forli’ e’ lo stereotipo della malagiustizia italiana, una vergogna dalla quale ci dobbiamo affrancare se abbiamo l’ambizione di risollevare questo Paese”. Lo ha detto il segretario del Sap, sindacato autonomo di Polizia, Gianni Tonelli, dopo il rinvio a giudizio per tre poliziotti. “Questo sara’ il modo migliore per arrivare alla verita’, grazie al dibattimento pubblico, ma sono affranto per i miei colleghi e disgustato dalla giustizia italiana”, ha proseguito Tonelli, secondo cui “contro gli agenti non vi e’ alcun elemento, e anche la certificazione medica del pronto soccorso esclude qualsiasi lacerazione. Addirittura – ha aggiunto – c’e’ un testimone che, il giorno dopo i fatti, dichiaro’ di non aver notato nulla sul suo volto, eppure, oggi, gli uomini in divisa sono stati rinviati a giudizio per reati infamanti, che vanno dal sequestro di persona al falso”. L’invito del Sap a tutti i poliziotti e’ dunque quello di “fare domanda per essere collocati in servizi interni, fino a quando l’amministrazione non avra’ fornito telecamere a tutti, sotto il regolamento del Garante della privacy”. (ANSA). Y9C-MR 14-FEB-17 20:08 NNNN

CASO NARDUCCI: TONELLI (SAP), POLIZIOTTI A GIUDIZIO FACCIANO DOMANDA PER SERVIZI INTERNI = Roma, 14 feb. – (AdnKronos) – ”Il caso Narducci a Forlì è lo stereotipo della malagiustizia italiana, una vergogna dalla quale ci dobbiamo affrancare se abbiamo l’ambizione di risollevare questo paese”. Lo ha dichiarato il segretario del Sap, Sindacato Autonomo di Polizia, Gianni Tonelli, dopo il rinvio a giudizio stabilito oggi dal Gup, per i tre poliziotti accusati di maltrattamenti da Filippo Narducci durante un intervento che risale a 7 anni fa. ”Questo sarà il modo migliore per arrivare alla verità, grazie al dibattimento pubblico, ma sono affranto per i miei colleghi e disgustato dalla giustizia italiana. E’ assurdo – incalza Tonelli – che tre poliziotti, per aver fermato una persona, alla quale in passato era stata ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza, si siano trovati, dopo un anno e 4 mesi, accusati di lesioni per una diagnosi di 5 giorni rilasciata dal pronto soccorso”. “Ci sono due perizie e un filmato che escludono che Narducci sia mai stato sfiorato al volto dalla mano di un poliziotto – spiega ancora il segretario – mentre lui ha affermato di essere stato colpito da un ‘pungo di inaudita violenza’, oltre a due testimoni oculari e alla parola di tre colleghi. Contro gli agenti non vi è alcun elemento, e anche la certificazione medica del pronto soccorso esclude qualsiasi lacerazione”. (segue) (Giz-Rre/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 14-FEB-17 20:03 NNNN

CASO NARDUCCI: TONELLI (SAP), POLIZIOTTI A GIUDIZIO FACCIANO DOMANDA PER SERVIZI INTERNI (2) = (AdnKronos) – “Addirittura – aggiunge – c’è un testimone che, il giorno dopo i fatti, dichiarò di non aver notato nulla sul suo volto, eppure, oggi, gli uomini in divisa sono stati rinviati a giudizio per reati infamanti, che vanno dal sequestro di persona al falso”. “Per questo invitiamo tutti i colleghi a fare domanda per essere collocati in servizi interni, fino a quando l’amministrazione non avrà fornito telecamere a tutti, sotto il regolamento del garante della privacy. Questa giustizia – sottolinea Tonelli – non consente più ai difensori alcun tipo di sostegno e di tutela. Vogliamo essere mesi sotto i raggi X con le telecamere su ogni divisa, su ogni auto e in ogni cella di sicurezza, perché non ci fidiamo più del sistema che difendiamo e di questa giustizia”. “Non è possibile rischiare l’incriminazione per sequestro di persona – conclude – ogni volta che si mettono le manette a un delinquente su strada. Allo stesso modo, per assurdo, bisognerebbe incriminare tutti i magistrati che, al caldo del loro ufficio, e dopo settimane di riflessione, hanno disposto custodie cautelari preventive che poi, nella maggior parte dei casi, si sono risolte in proscioglimenti con formula piena”. (Giz-Rre/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 14-FEB-17 20:03 NNNN

(AGENPARL) – Roma, 14 feb 2017 – “Il caso Narducci a Forlì e’ lo stereotipo della malagiustizia italiana, una vergogna dalla quale ci dobbiamo affrancare se abbiamo l’ambizione di risollevare questo paese”. Lo ha dichiarato il segretario del Sap, sindacato autonomo di Polizia, Gianni Tonelli, dopo il rinvio a giudizio stabilito oggi dal Gup, per i tre poliziotti accusati di maltrattamenti da Filippo Narducci durante un intervento che risale a 7 anni fa. “Questo sara’ il modo migliore per arrivare alla verita’, grazie al dibattimento pubblico, ma sono affranto per i miei colleghi e disgustato dalla giustizia italiana. E’ assurdo”, incalza Tonelli, “che tre poliziotti, per aver fermato una persona, alla quale in passato era stata ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza, si siano trovati, dopo un anno e 4 mesi, accusati di lesioni per una diagnosi di 5 giorni rilasciata dal pronto soccorso. Ci sono due perizie e un filmato che escludono che Narducci sia mai stato sfiorato al volto dalla mano di un poliziotto”, spiega il segretario, “mentre lui ha affermato di essere stato colpito da un “pungo di inaudita violenza”, oltre a due testimoni oculari e alla parola di tre colleghi. Contro gli agenti non vi è alcun elemento, e anche la certificazione medica del pronto soccorso esclude qualsiasi lacerazione. Addirittura”, aggiunge, “c’è un testimone che, il giorno dopo i fatti, dichiarò di non aver notato nulla sul suo volto, eppure, oggi, gli uomini in divisa sono stati rinviati a giudizio per reati infamanti, che vanno dal sequestro di persona al falso. Per questo invitiamo tutti i colleghi a fare domanda per essere collocati in servizi interni, fino a quando l’amministrazione non avra’ fornito telecamere a tutti, sotto il regolamento del garante della privacy. Questa giustizia”, sottolinea, “non consente piu’ ai difensori alcun tipo di sostegno e di tutela. Vogliamo essere mesi sotto i raggi X con le telecamere su ogni divisa, su ogni auto e in ogni cella di sicurezza, perche’ non ci fidiamo più del sistema che difendiamo e di questa giustizia. Non è possibile rischiare l’incriminazione per sequestro di persona”, conclude, “ogni volta che si mettono le manette a un delinquente su strada. Allo stesso modo, per assurdo, bisognerebbe incriminare tutti i magistrati che, al caldo del loro ufficio, e dopo settimane di riflessione, hanno disposto custodie cautelari preventive che poi, nella maggior parte dei casi, si sono risolte in proscioglimenti con formula piena”