Caporalato: Flai, braccianti segregati

Vivevano con topi e ragni, senza acqua e in condizioni disumane.

Sono cinque, tre uomini e due donne, i braccianti romeni che si sono rivolti alla Flai Cgil di Taranto e alla Flai Puglia denunciando di essere stati sfruttati nei campi e segregati per circa tre mesi in un casolare nelle campagne di Ginosa, senza avere possibilità di comunicare con l’esterno ed in in condizioni igieniche definite ‘disumane’, con topi e ragni e senza acqua. Venivano presi dal casolare in cui vivevano, portati in campagna, dove lavoravano fino alle 8-9 di sera, anche con la neve e la pioggia. La posizione del datore di lavoro e dei ‘caporali’ è al vaglio dei Cc. I romeni dopo la permanenza in una struttura di volontariato e grazie anche all’interessamento del sindaco di Taranto Ippazio Stefano, sono sotto la protezione della Flai in un luogo sicuro. La loro storia è stata raccontata in una conferenza stampa dai segretari provinciale e regionale della Flai Cgil, Assunta Urselli e Antonio Gagliardi, dal segretario della Cgil Taranto, Paolo Peluso, e dal segretario Cgil Puglia, Pino Gesmundo.

Fonte Ansa

Taranto, 20 febbraio 2017