‘Tutto per umiliarlo’. La bomba di Sgarbi sul padre di Renzi: come distrugge i magistrati

Cosa ne pensa Vittorio Sgarbi dell’inchiesta Consip? Il giudizio arriva nella rubrica “Sgarbi vs capre”, ospitata da Il Giorno. “Ho fiducia nella magistratura, dice il cittadino impaurito dal magistrato che lo può arrestare”, esordisce. Una premessa propedeutica ad esprimere il suo – agguerrito – e pensiero. Dopo aver spiegato cosa fosse, un tempo, la raccomandazione, il critico d’arte aggiunge: “Ora bisogna essere il più possibile anonimi, non farsi vedere, vivere nascostamente”. Già, perché altrimenti “si rischia di essere incriminati per ‘traffico di influenze’, un reato creato per umiliare personalità e spirito di iniziativa”. Il reato di cui, per inciso, è accusato Tiziano Renzi.

Dunque aggiunge: “Figuriamoci, non Renzi, ma il padre, colpevole di essere padre di Renzi, in evidente ‘traffico di influenze’. Che vuol dire non rinnegare il figlio. E Renzi non rottama, onora il padre. Traffico permettendo”. Insomma, il pensiero di Sgarbi è chiaro: l’attacco alla magistratura è totale, il reato “contestato”, di fatto, viene derubricato a mezza farsa.

fonte liberoquotidiano