TORNA A LAVORO DOPO UN TRAPIANTO DI FEGATO: L’AZIENDA LO LICENZIA IN TRONCO

Poi ho subìto un trapianto e l’operazione è andata bene”, spiega. Dopo sei mesi di mutua, a gennaio sarebbe voluto tornare sul posto di lavoro ma i medici gli avevano fortemente consigliato di attendere ancora un po’, raccomandandogli comunque di non respirare i fumi e le polveri di lavorazione: “L’azienda mi ha suggerito di mettermi in ferie, così ho smaltito i giorni che avevo a disposizione. Lunedì sono tornato al lavoro, ma mi hanno detto che il posto per me non c’era più. Ma io avrei accettato anche un demansionamento”.

Fiom: “C’erano le condizioni per trovare una soluzione”
Gianni Mannori, sindacalista della Fiom, aggiunge: “C’erano tutte le condizioni per trovare una soluzione, ma da parte dell’azienda non c’è stata la volontà. I rappresentanti sindacali sono stati informati a licenziamento già avvenuto. La protesta è stata indetta anche perché è il terzo caso simile, dopo quelli quelli che hanno riguardato due delegati Fiom negli stabilimenti di Bari e di Sommariva Bosco”. Dal canto suo il lavoratore farà causa per ottenere un risarcimento con la speranza che il tribunale gli riconosca un indennizzo sufficiente da consentirgli di agganciare la pensione, tra cinque anni. “Sono convinto che il giudice mi darà ragione, ma mi auguro che una cosa del genere non succeda mai più: se mi fosse capitato dieci anni fa non avrei avuto nessuna speranza di andare in pensione”.

fonte FanPage