Tumore vescica: un vero killer. Non bisogna sottovalutare i due sintomi. Una guida per conoscerlo e prevenirlo

I lavoratori più esposti. Questa regola è ancora più valida per alcune particolari categorie di lavoratori. “Il 25% delle neoplasie è infatti a attribuibile a esposizioni lavorative, in particolare alle amine aromatiche e nitrosamine usate frequentemente nell’industria tessile, dei coloranti, della gomma e del cuoio”, spiega Pinto. In effetti, fino a qualche anno fa questo tipo di tumore era correlato soprattutto all’esposizione prolungata a particolari composti chimici: “Potrebbe avere un ruolo anche l’arsenico che inquina l’acqua potabile ed è stato classificato tra i cancerogeni di gruppo 1 dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro”, aggiunge Sergio Bracarda, direttore dell’Oncologia Medica dell’Azienda Usl 8 di Arezzo.

Fumo primo fattore di rischio. In realtà ora è diventato chiaro che è il fumo il primo imputato. “Le sigarette aumentano fino a cinque volte il rischio di insorgenza di carcinoma della vescica” aggiunge Pinto. “Più in generale si calcola che ben la metà delle neoplasie al tratto urinario è provocata dal vizio. Le oltre 4.000 sostanze nocive contenute nelle “bionde” dopo la combustione sono in grado di entrare nel circolo sanguineo e raggiungere così tutti i tessuti dell’organismo”.

Come liberarsi dal vizio. I fumatori lo sanno: smettere non è facile. Ma gli oncologi dell’Aiom suggeriscono qualche “tattica”. Per esempio, quella di informare della scelta di smettere le persone più vicine (amici, parenti, colleghi) che diventano così una sorta di “gendarmi” e aiuteranno a tener fede al proposito. E’ importante anche eliminare tutte le tracce di sigarette dall’ambiente (pacchetti, posacenere, accendini) e togliere dall’abitazione l’odore del fumo. E quando il desiderio si fa impellente? Bere liquidi a piccoli sorsi, mangiare cibi leggeri (una mela, una carota), masticare gomme senza zucchero e cercare di fare respiri profondi.