Il bonus baby sitter può essere usato anche per bebè affidati ai nonni

– le libere professioniste iscritte alla gestione separata Inps, dunque prive di cassa professionale privata;
– le lavoratrici autonome imprenditrici non parasubordinate e non iscritte alla gestione separata.

Il bonus consiste in un voucher di 600 euro corrisposto per 6 mesi (3 mesi per le lavoratrici parasubordinate) attraverso il quale pagare o una baby sitter (anche parente della madre, purché non sia il padre del bambino da accudire) o un asilo nido (in quest’ultimo caso, il piccolo deve essere già iscritto presso una delle strutture accreditate all’Inps ai fini del bonus).

Il bonus può essere chiesto all’Inps solo online entro 11 mesi dal termine della maternità obbligatoria (che dura 3-4 mesi dopo il parto), cioé, al momento, fino al 31 dicembre 2018). Occorre utilizzare il modulo reperibile sul sito dell’Inps andando alla voce «concorsi e gare» e da lì a quelle «avvisi» e «proroga per l’erogazione dei voucher asilo nido alle madri lavoratrici» e occorre essere in possesso del Pin e del modello ISEE 2017 (il 31 dicembre scorso sono scaduti tutti i modelli Isee prodotti nel 2016). Anziché di persona, la domanda può essere inoltrata ricorrendo ad un CAF o a un patronato.

Per il bonus baby sitter sono disponibili 40 milioni e le domande verranno accolte fino all’esaurimento dei fondi stanziati, dopo di che non potranno più essere esaudite.

Fonte: today