Frutta a fine pasto, ecco perchè non si dovrebbe mangiare

Non bisogna tralasciare il fatto che la frutta, essendo costituita da un’elevata percentuale di acqua, va a diluire i succhi gastrici presenti all’interno dello stomaco, rallentando i processi gastrici e portando per le lunghe la digestione. I frutti con un alto contenuto d’acqua (come l’anguria, le arance e i mandarini) sono infatti i primi incriminati.

Quando si conclude un pranzo o una cena, per evitare di sentirsi eccessivamente gonfi o di andare incontro ad un’interminabile digestione, non bisogna consumare alcun tipo di frutta. Per seguire una dieta più o meno perfetta, la frutta non va mai mangiata dopo i pasti, bensì come spuntino di metà mattina o pomeriggio.

Chi soffre di sindrome del colon irritabile o meteorismo, deve categoricamente evitare il consumo di frutta subito dopo il pranzo o la cena. Per non aggravare una situazione intestinale già precaria di suo, sarebbe opportuno optare per frutta farinosa (ad esempio le banane) a stomaco vuoto o comunque dopo 3 ore dai past principali.

Esiste però un’unica eccezione: vi è un frutto il quale, consumato alla fine del pasto, in via del tutto eccezionale non causa gonfiore gastrointestinale. Stiamo parlando dell’ananas. Migliora la digestione grazie alla presenza di bromelina, un enzima che favorisce la degradazione delle proteine.

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