Cruciani, il verdetto senza appello: “perché è giusto sparare al ladro”

Il verdetto senza appello: “perché è giusto sparare al ladro”

Alla fine la questione è molto semplice e va anche ridotta all’ essenziale: se entri dentro casa mia, o nel mio negozio, nel mio bar o nel mio ristorante, io mi difendo e se possiedo un’ arma ti sparo addosso. Senza se e senza ma. Ho una pistola regolarmente registrata? La uso e cerco di farti fuori.

Non perchè sono un pistolero o uno che gode nel vedere il sangue che scorre, ma perchè ho un bene superiore da proteggere che è la mia vita, i miei familiari, i miei beni conquistati col sacrificio e con la schiena spezzata e che per me valgono più dell’ esistenza di un ladro che vuole sottrarmeli.

E lo Stato non deve mettermi sotto indagine per omicidio, ma lasciarmi in pace e se proprio vuole fare qualcosa dovrebbe premiarmi per aver fatto risparmiare tempo alla giustizia. Cosa importa se l’ altra notte dalle parti di Lodi il furfante romeno (ma poteva essere anche palermitano o veneto) era messo di spalle o di lato, o forse stava scappando, o se stava per abbandonare il campo.

Io, privato cittadino che spaventato scendo da casa perchè sento qualche rumore non posso sapere quello che stanno facendo i banditi, nè posso gentilmente chiedere a codesti signori se hanno cattive intenzioni oppure passavano da quelle parti per caso. Sì, pare che il ristoratore Mario Cattaneo di Gugnano lo abbia colpito a morte con un proiettile che gli è entrato dalla schiena da distanza ravvicinata mentre con altri compari armeggiava nel locale.