Cruciani, il verdetto senza appello: “perché è giusto sparare al ladro”

Nessuno per esempio ha prestato particolare attenzione al caso di un piccolo agricoltore della campagna romana che ha passato più di un anno agli arresti domiciliari per aver preso a schioppettate un ladruncolo che da tempo avvelenava le sue giornate rubando continuamente nei suoi terreni. Ma ci sono tanti casi di persone che prima di essere assolte hanno passato anni di calvario giudiziario e di soldi pagati agli avvocati.

Adesso a Lodi il procuratore ha detto che «in Italia non c’ è la licenza di uccidere, non si può sparare sempre e a chiunque». E ci mancherebbe. Ma ci dovrebbe essere la licenza di difendersi, anche a pistolettate, contro chi si intrufola a casa, e certo non per giocare a briscola. Dicono: però è morta una persona. Già, i danni collaterali di un mestiere.

di Giuseppe Cruciani
Per LiberoQuotidiano