Bossetti, in carcere è l’inferno: cosa gli stanno facendo gli altri detenuti

Bossetti, in carcere è l’inferno: cosa gli stanno facendo gli altri detenuti

È all’ inferno ma non sembra bruciarsi. Massimo Bossetti, condannato all’ ergastolo per l’ omicidio della 13enne Yara Gambirasio, galleggia invisibile insieme ad altri 17. Sono i dannati, finiti dietro le sbarre per reati a sfondo sessuale. Devono essere protetti dagli altri reclusi: succede in tutte le prigioni italiane.

Perfino in galera pedofili e assassini (o presunti tali) non godono di simpatie, soprattutto se le vittime sono minorenni. Infatti è a loro, ai dannati, che pochi giorni fa è stata indirizzata una pietra.

Il sasso, scagliato dal cortile dei detenuti comuni, non ha colpito nessuno. Era l’ ora d’ aria. Bossetti, come al solito, se ne stava per i fatti propri. A prendere il sole. È calmo. Già abbronzato. Non ha mosso un muscolo, quando la pietra ha superato il muro di cinta ed è caduta a pochi metri da lui.

Via Gleno. Bergamo. Carcere da 320 posti. I detenuti sono 532. Le celle 190. Gli agenti effettivi 221. Statistiche aggiornate a metà gennaio. Fuori, il muratore bergamasco è «il Bossetti». Nella cittadella carceraria è un invisibile. Uno dei tanti. Poche parole con la polizia penitenziaria, ma sempre educatissimo: buongiorno, buonasera, posso?, grazie. Appena può, butta un occhio alla tv e a qualche rivista.