Bossetti, in carcere è l’inferno: cosa gli stanno facendo gli altri detenuti

Ha ancora qualche scambio epistolare, anche se la corrispondenza con un’ altra detenuta, Gina, pare si sia rarefatta e forse s’ è troncata del tutto. In più, aiuta qualche compagno di cella – meno abile di lui con le parole – a buttare giù qualche riga per comunicare con l’ esterno.

In particolare, gli è capitato di dare una mano a Giuseppe T.. Italiano. Invischiato nella storiaccia del cosiddetto killer delle vecchiette, il tunisino che – tra il 1995 e il 1997 – ammazzò 14 anziane in Puglia e Basilicata prima di essere fermato (è stato trovato morto in cella, a Padova, nel 2012).

Giuseppe si proclama innocente: sogna la revisione del processo. Ecco, questo è uno spaccato dell’ inferno di Bossetti. In una galera, come molte altre in Italia, dove i problemi non mancano. Non solo per il sovraffollamento o i pochi agenti. Settimana scorsa, tanto per dirne una, il detenuto Andrea P. è stato sottoposto a un intervento chirurgico all’ ospedale Papa Giovanni XXIII. Durante l’ operazione, i medici sono incappati in un ovulo di cocaina. L’ aveva ingerito. Da dove l’ ha preso? Mistero.

Ma d’ altronde, nelle galere circolano addirittura cellulari, caricabatterie, soldi, gioielli. A Bergamo, dall’ inizio dell’ anno, sono stati scovati almeno cinque telefonini nascosti accuratamente dietro le sbarre.