Lasciano un cane con un biglietto al collo, la scena che si ritrovano davanti al ritrovamento è straziante

Un chiaro segnale intimidatorio tipico delle organizzazioni malavitose. Anche nel Belpaese queste modalità vengono spesso perpetrate. Fin dall’Ottocento infatti, la mafia in Sicilia utilizzava dei segni e dei codici precisi che avevano un significato per la vittima. Tra i più comuni quelli di animali feriti o la testa di un animale davanti per una richiesta di pizzo. Mentre la testa di un animale o un uccello morto davanti all’abitazione della vittima era “una promessa di morte”.

Una pratica diffusa ancora oggi e non a caso, in base a i rapporti ufficiali sugli amministratori vittime di intimidazioni mafiose, emerse proprio quella dell’uccisione di animali domestici e anche non di proprietà personale come sistema di minaccia. Molti rifugi situati in regioni o province dove è molto presente la criminalità organizzata sono stati presi di mira dai malavitosi sia per una questione di affari per la gestione dei rifugi o canili. In altri casi, cani recuperati da situazioni drammatiche sono stati vittime nuovamente dei loro aguzzini all’interno delle strutture che dovevano tutelarli. Alcuni cani vengono rapiti per cancellare qualsiasi prova di un’accusa. Un sistema difficile da sradicare.

fonte: Amore a 4 zampe