Le propietà benefiche delle melanzane

Le melanzane in cucina
Di qualsiasi varietà la si desideri, prima di comprare una melanzana occorre controllare che la parte con il picciolo non sia secca e sia bene attaccata al frutto, che a sua volta non deve presentare ammaccature; la buccia deve essere ben tesa. Il picciolo va lasciato attaccato alla bacca anche se si decide di conservarla in frigo, comunque per non più di tre-quattro giorni.

Tonde o lunghe, chiare o scure, le melanzane hanno in comune la consistenza, tendenzialmente spugnosa, e il sapore che vira tra l’amaro e il piccante, a seconda della varietà. Proprio per far perdere un po’ di amaro, prima di cuocerle (ricordiamo che la melanzana non va mai consumata cruda, deve sempre essere cotta prima) si usa tagliarle a fette o a tocchetti, a seconda della preparazione scelta, e tenerle qualche decina di minuti sotto sale o in acqua e sale.

Una volta trattata col sale, e ovviamente risciacquata con cura, la melanzana si presta a vari tipi di cottura, dalla griglia, alla frittura, al forno. Questa bacca è presente in moltissime ricette di svariati paesi, e il motivo è l’estrema versatilità, non solo delle tecniche di cottura che possono essere utilizzate ma anche della possibilità di taglio e di abbinamenti. Se affettata è perfetta per una parmigiana, a tocchetti è indispensabile per la caponata; se si sposa a perfezione con formaggio, mozzarella, sugo o carne, in alcune ricette presenta un coraggioso eppur riuscito sodalizio con il cioccolato, conosciuto e amato soprattutto in terra campana. Più classiche sono le melanzane ripiene o le polpette di melanzane.