Animali nei lager, salute pubblica in pericolo: “Controlli seri e multe per salvare il made in Italy”

I 3 PUNTI DELLA PROPOSTA – Sono tre i punti della proposta di legge targata Movimento 5 stelle: in primis l’installazione di telecamere nei macelli, nel rispetto della privacy dei lavoratori, con multe da 5mila a 25mila euro per le aziende che rifiutano i sistemi di videosorveglianza. Chi le dovrebbe installare? “E’ un onere dei privati, che presuppone ovviamente un sistema di sgravi fiscali per chi si dota di impianti di sorveglianza.

I filmati che mostrano gli orrori negli allevamenti intensivi colpiscono in primis perché ci sono animali maltrattati, poi c’è la salute di chi consuma questi alimenti”.

Secondo punto: formare gli operatori sulle norme relative al benessere animale e indicare obbligatoriamente in etichetta il tipo di allevamento, intensivo o estensivo, per consentire la tracciabilità della filiera potenziando i controlli in tutte le fasi, dal trasporto degli animali fino alle condizioni dell’allevamento.

“Il problema principale negli allevamenti intensivi italiani è la non efficienza dei controlli e del sistema delle sanzioni – racconta Mirko Busto – ed è su questo che bisogna lavorare: migliorare il sistema dei controlli, che oggi sono sporadici, prevedendo per esempio la rotazione dei veterinari delle Asl per evitare che si creino connivenze tra personale medico ed allevatori”.

Paolo Bernini, deputato 5 stelle primo firmatario della mozione sull’indicazione del tipo di allevamento in etichetta, ha ispezionato di persona alcuni allevamenti intensivi di suini in cui – dice – si verificano abusi e illeciti che “mettono a rischio anche la salute dei consumatori”: GUARDA IL VIDEO

 

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