«Sono al limite, non ce la faccio più», l’appello di Anna con 4 figli e sotto sfratto

A dicembre Anna ha presentato al Comune la domanda per morosità incolpevole. Ma passerà tempo prima che la pratica venga accettata – sarà necessario un nuovo contratto di locazione visto che l’altro è annullato con la richiesta di sfratto – e Anna ha paura di non riuscire a sostenere tutti gli oneri. Ad aiutarla ci sono alcuni conoscenti, il gruppo parrocchiale e la famiglia. Ma non basta perché gli impegni economici sono tanti: le utenze, le rette per la mensa scolastica, ecc. Qualcosa riesce ad ammortizzarlo con ciò che guadagna il suo compagno, di origine senegalese, con lavori occasionali e saltuari. Niente di stabile per lui che ha dovuto fare i conti anche col razzismo e con richieste assurde. L’ultima: venti euro in una ditta di traslochi per oltre dodici ore di lavoro al giorno.

Ha provato a chiedere al Comune una casa ma al momento pare che non ci siano soluzioni e tocca aspettare il prossimo bando per le assegnazioni. La settimana prossima ha altri colloqui, solo una giusta retribuzione può risolvere quella che lei stessa definisce una situazione al limite. Se non ci fosse la speranza e la luce degli occhi dei figli Anna si sarebbe vista già persa in un mare in incertezze e “rinvii”.

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