Entrano con kalashnikov e dinamite nel campo rom per costringere i nomadi ad andarsene

Il progetto poi non andò in porto: Oliverio decise di non mettersi a capo della locale e di creare una propria ‘ndrina distaccata che rispondeva direttamente alle cosche Belvedere Spinello, rieservandosi alcune attività, come il traffico di droga, il movimento terra e il controllo dei venditori ambulanti. Per non essere indebolito Oliverio avrebbe esercitato un controllo su tutte le attività anche grazie all’aiuto di alcuni membri infedeli delle forze dell’ordine: «I miei camion — ha dichiarato — non li hanno mai fermati.

Viaggiavano in centro, considerando che da lì non avrebbero potuto passare. Noi davamo la lista con le targhe per avere i permessi e non li fermavano. Perché i vigili “mangiavano”. Non solo i vigili. Anche polizia e carabinieri. Noi avevamo anche un commissario a Crotone».

Le dichiarazioni del pentito hanno scatenato reazioni a Rho. Marco Tizzoni, vicepresidente della commissione antimafia del parlamentino ha chiesto una seduta per analizzare ed approfondire la veridicità delle dichiarazioni rilasciate dal pentito.

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