Cino Tortorella, aperta camera ardente al Piccolo di Milano

L’attore, autore e presentatore – di origini liguri ma arrivato a Milano giovanissimo – aveva infatti frequentato l’accademia di Giorgio Strehler. Sul feretro di legno chiaro un cuscino di margherite bianche e il cappello da alpino. Su un cavalletto di legno, di fianco alla bara, una foto di Cino Tortorella sorridente che conduce la sua trasmissione più famosa “Lo Zecchino d’oro”, da lui ideata e condotta per cinquanta edizioni. In mano tiene due cartelli uno con la scritta ‘ridere’ e l’altro con la scritta ‘applaudire’.

Alla camera ardente, aperta fino alle 13, presenti i figli Guido, Lucia, Chiara, Davide e la moglie Maria Cristina. A rendere omaggio al presentatore anche Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro di Milano.

A rivelare l’ultimo grande progetto dell’attore è stato il primogenito Davide: voleva realizzare un film-documentario contro l’obesità infantile. “Era un grande appassionato di gastronomia – ha ricordato il figlio che ha fatto per questo mettere sulla bara rosmarino e peperoncino tra i fiori – e per questo gli stava molto a cuore educare le famiglie a far mangiare bene i bambini. Faceva sue delle battaglie e ci si buttava a capofitto”.

“UN PADRE COMPAGNO DI GIOCHI” – “Era davvero un padre molto compagno di giochi – ha proseguito -, atteggiamento oggi molto normale, ma non scontato negli anni Sessanta. Si divertiva molto.

Io sono stato l’unico dei miei fratelli a vederlo in tv vestito da mago, gli altri sono nati dopo, e all’età di cinque o sei anni gli ho chiesto: ‘È vero che sei un mago?’ Mi ha risposto ‘Sono un mago da quattro soldi’. In effetti non era capace di fare neanche il più semplice dei giochi di prestigio, ma era lo stesso un mago per tutti” grazie alla sua capacità di “trattare i bambini in maniera paterna”, ma anche allo stesso tempo “da pari a pari” ha concluso.

Tra i progetti di Tortorella, che era stato anche direttore della rivista “Sapori d’Italia” c’era anche un tributo al riso Carnaroli. La passione per il buon cibo, aveva ricordato nella sia autobiografia, gli era stata trasmessa in gioventù da Aldo Fabrizzi.

ISEPPI: NON SI RICONOSCEVA IN TV DI OGGI – Secondo l’ex direttore generale della Rai, Franco Iseppi, arrivato alla camera ardente per rendere omaggio all’artista, in Tortorella “c’era un grande spessore culturale e una grande valenza educativa dietro quello che faceva, anche se poi si è occupato di un segmento della tv”.