Siracusa, lavoratrici Umica: avviate le procedure di licenziamento. Fiom Cgil: “ridare loro futuro occupazionale”

Ridare un futuro occupazionale alle 44 donne dipendenti della Umica, azienda chiusa dalla magistratura per presunte violazioni ambientali. E’ l’obiettivo che si è posta la Fiom Cgil. “La situazione delle 44 lavoratrici – spiega Antonio Recano, segretario provinciale Fiom – è particolarmente pesante perché non solo si sono ritrovate in mezzo alla strada da un momento all’altro, ma senza alcuna speranza di riprendere il lavoro e fino a ieri, visto che non erano partiti i licenziamenti, per loro non era stato possibile accedere alla disoccupazione e tantomeno vedersi riconosciuti gli stipendi non percepiti. Ora però siamo riusciti a chiedere la procedura per i licenziamenti ottenendo, con l’impegno dell’azienda, raggiunto tramite le conciliazioni, il pagamento delle competenze maturate in tre mesi”.

Resta però irrisolta l’incognita del futuro occupazionale; una situazione spinosa a cui Recano vorrebbe trovare soluzione. “Non è un’operazione facile; bisogna tenere presente che già il settore metalmeccanico è particolarmente in crisi, e per di più si tratta di trovare opportunità di lavoro per donne la cui presenza nel comparto non è esattamente frequente – afferma -. Ma ciò ovviamente non ci scoraggia”. L’Umica è un’azienda del settore chimico, nota per la produzione di profumi e cosmetici, ma avrebbe applicato contratti metalmeccanici perché meno onerosi per i datori di lavoro. “Il corso della giustizia non deve costituire una sventura per le 44 dipendenti della Umica – conclude Antonio Recano – e per questo stiamo cercando di trovare una soluzione per chi ha avuto la “colpa” di lavorare in un’azienda che non si sarebbe attenuta alle vigenti norme di tutela ambientale”.

fonte siracusanews