Frontiere chiuse con la Croazia, gli hotel della riviera adriatica: «Per noi un vantaggio»

Una macchina del tempo che torna indietro di vent’anni quando, a causa dell’instabilità politica nei Balcani, avventurarsi in Croazia per le vacanze non era affatto consigliabile. Le nuove difficoltà logistiche per entrare nel Paese della ex Jugoslavia, dettate da rigorose misure di sicurezza ai confini esterni dell’area Schengen, lungo il perimetro con la Slovenia, potrebbero rappresentare un volano di rilancio per l’industria turistica della riviera adriatica italiana, soprattutto per Veneto e Friuli Venezia Giulia.

In gioco ci sono numeri da far girar la testa: secondo i dati diffusi dal governo croato, nel 2016 ci sono stati 16,3 milioni di arrivi, per un totale di 91,3 milioni di pernottamenti, 11 milioni in più rispetto all’anno precedente e una proiezione di ulteriore crescita. Un movimento che si stima generi benefici per 9,5 miliardi di euro, pari al 18,5% del Pil. Nella graduatoria delle regioni, dominio per la Penisola istriana, con 25 milioni di pernottamenti, seguita da Quarnero e Gorski Kotar, con 17 milioni di soggiorni, mentre in terza posizione c’è Spalato, con 16 milioni. Tra le singole località, fa la parte del leone Dubrovnik, l’antica Ragusa.

“Noi siamo pronti – ha fatto sapere il presidente del Consorzio degli albergatori di Bibione (Venezia), Silvio Scolaro -: siamo la seconda spiaggia d’Italia, dietro Rimini, forti di quasi 6 milioni di turisti l’anno, ma il profondo rinnovamento recente ci consente di essere attrattivi per aumentare notevolmente il nostro bacino d’utenza”.

Località che punta sulle famiglie, sulla vacanza eco, sulla prima spiaggia nazionale vietata ai fumatori, sul wi-fi gratuito per tutti, su un sofisticato sistema di ricerca dei bambini che si perdono tra gli ombrelloni. Senza scordare i progetti per debellare il fenomeno degli ambulanti molesti, un servizio di salvataggio all’avanguardia, tutela sanitaria per i villeggianti, compresa la new entry per i dializzati, un’attenzione alla sicurezza contro il terrorismo internazionale grazie a controlli in ingresso dall’unico accesso alla città e costante video sorveglianza.