Frontiere chiuse con la Croazia, gli hotel della riviera adriatica: «Per noi un vantaggio»

Nel mirino ci sono tanto i vacanzieri italiani, che sono l’11% del totale in Croazia, quanto quelli provenienti da Germania e Austria – che già rappresentano il target privilegiato anche di Jesolo, Caorle e Cavallino, quest’ultima la terza spiaggia più affollata del Belpaese, con i suoi chilometrici campeggi -, con l’obiettivo di convincerli a fare un viaggio più breve e senza code.

Circa il movimento nazionale, lo scorso anno, al casello di Trieste sono transitate, in uscita, nei cinque fine-settimana di luglio, 217 mila automobili e altre 171 mila nei quattro weekend di agosto, per un totale di 388 mila vetture, che superano il mezzo milione con giugno e settembre. Il vero colpaccio sarebbe tuttavia quello di intercettare i vacanzieri d’oltralpe che dalla Stiria procedono direttamente verso Lubiana, senza entrare in Italia, con destinazione finale l’Istria e la Dalmazia.

“Il Friuli Venezia Giulia ha visto un incremento di 690 mila persone nel biennio – ha ricordato il vice presidente della Regione Sergio Bolzonello -. Al di là dei fatti contingenti, si è riattrezzato per un turismo emozionale, che comprende anche montagne e città d’arte. Come diceva Ippolito Nievo, questo è un “piccolo compendio dell’universo” e gli ospiti trovano affabilità e strutture di primo piano. Lignano Sabbiadoro e Grado sono oggi tra le migliori spiagge del litorale italiano e uniscono offerta enogastronomica e accoglienza di altissimo livello per le famiglie”. Per non perdere tempo, la stagione scatta già la prossima settimana, per Pasqua.

Il Secolo XIX