Def e manovra, scompare calo Irpef da riforme,ma c’è taglio cuneo

Scompare il calo dell’Irpef dal cronoprogramma delle riforme che il precedente governo puntava a realizzare entro la legislatura. Il nuovo programma nazionale delle riforme indica ora come ”cruciale il taglio del cuneo fiscale per ridurre il costo del lavoro e aumentare parallelamente il reddito disponibile dei lavoratori”. E’ quanto emerge da un confronto dei documenti di bilancio 2016-17. Per il governo ”rimane fermo l’impegno a proseguire, compatibilmente con gli obiettivi di bilancio, il processo di riduzione del carico fiscale che grava sui redditi delle famiglie e delle imprese”.

Ieri il varo di Def e manovra bis. ‘Preparare il Paese alla fine del Qe della Bce’; ‘Nuova spending nei ministeri per 1 mld anno da 2018’, si legge nel Documento di economia e finanza.
Il presidente della commissione Ue Juncker promuove Gentiloni, definendolo ‘il buon senso fatto premier’, e vede l’Italia sulla strada del risanamento, escludendo l’uscita dall’euro. Ieri il via libera alle misure: rivista al rialzo la stima del pil 2017, a +1,1%. Deficit ridotto a 2,1%. Rivisto al ribasso il target delle privatizzazioni, a 0,3% l’anno. Una manovra di rilancio, secondo Gentiloni. Ma il leader degli industriali Boccia: ‘Un altro passo avanti, ma è una manovrina’.

Verso fine Qe Bce, Italia non sia impreparata – “Una attenta riflessione sul valore concreto della credibilità del Paese appare particolarmente rilevante” alla luce delle aspettative che vogliono la Bce terminare il QE entro il 2018. “L’Italia non dovrà farsi trovare impreparata”. Lo si legge nel Def. Una finanza pubblica “solida e sana” è un impegno “doveroso nei confronti delle nuove generazioni” e produce effetti concreti sul bilancio, “poiché contribuisce a contenere la spesa per interessi che assorbe risorse altrimenti destinabili a riduzione del carico fiscale, investimenti e inclusione sociale”.