Igor il russo, parla una vittima: “Cosa non dovete fare mai davanti a lui”

«Ero nel giardino di casa, nella corte. Ho aperto lo sportello della macchina e mi sono trovato davanti quest’ uomo con il volto coperto da un casco e un’ accetta in mano a pochi centimetri da me. Mi ha chiesto di consegnargli quanto avessi nel portafoglio. Non ci ho pensato due volte, gli avrò dato qualche decina di euro, non avevo di più. Ha preso quello che voleva, indossavo un orologio al polso a cui non si è interessato. Poi è scappato facendo perdere le sue tracce».

A parlare è Antonio Fiorentini, sindaco per il partito democratico di Argenta (Ferrara), che nel 2010 si è trovato a pochi centimetri da Igor Vaclavic, rapinatore seriale, presunto assassino dai mille volti. Igor-Ezechiele, il killer spietato che ha seminato morte e paura nella “bassa” tra Bologna e Ferrara, pare avere avuto due vite parallele.

Un uomo che non conosce pietà, capace di uccidere in una settimana Davide Fabbri, titolare del bar di Budrio dove tentava di mettere a segno una rapina, e, in un controllo casuale, la guardia ambientale volontaria Valerio Verri, a Portomaggiore. Ma anche il detenuto modello che nel carcere di Ferrara non sgarrava mai, puliva la chiesa, partecipava al coro e al catechismo.

Sindaco, lei ha tre figli perciò sarà stato preso dalla paura e dal panico quando ha visto il suo aggressore?
«Lì per lì, per fortuna, sono stato freddo, a ripensarci adesso ho paura. Il mio consiglio, anche per quelli che dovessero avere la sventura di incontrare questo presunto assassino, è di non reagire, perché io ho capito che avrei messo a repentaglio non solo la mia vita ma anche con quella dei miei familiari».

Ricorda la voce di Igor? Ha riconosciuto un accento in particolare?
«Francamente non saprei dire se si trattasse di un accento russo anziché che serbo, sicuramente un uomo dell’ Est. Sono stati attimi brevi, per mia fortuna».