Milano, uccidono il vicino di casa a martellate: padre e figlio usciranno 15 anni prima dal carcere

Lo hanno ammazzato a martellate e coltellate martedì 10 marzo (il cadavere è stato rinvenuto venerdì 13). Per buona parte della notte – secondo le dichiarazioni che i killer hanno rilasciato agli inquirenti – Epis, che abitava nel piano sottostante l’abitazione dei Teofilo, aveva urlato ingiurie e minacce contro i Teofilo perché il bambino piccolo piangeva.

Così, intorno alle sei del mattino, Gaetano ha preso un martello mentre Mattia si era armato con un coltello ed erano andati giù dal vicino per “chiare” la faccenda.

Dopo il fattaccio – Epis era stato ritrovato con diversi tagli sul torace e con alcune contusioni sul cranio – padre e figlio avevano abbozzato una pulizia parziale del salottino dove l’uomo era morto dissanguato poi si erano disfatti delle armi e dei vestiti sporchi di sangue, ed erano tornati alla vita quotidiana. Gaetano, magazziniere, era andato a lavorare mentre il figlio Mattia, il più grande di tre fratelli, era andato a scuola, un istituto tecnico della zona.

La vita condominiale della vittima, che aveva diversi precedenti penali, oltre a problemi con alcol e droga, non era proprio tranquillissima. Oltre alle tre querele della famiglia dei suoi assassini, aveva ricevuto diverse denunce da parte di altri condomini. . Giovedì 19 marzo, il giorno della festa del papà, era arrivato l’epilogo: portati in questura, il capofamiglia, incensurato, era crollato e aveva raccontato tutto.

Milano Today