Killer di Budrio, la minaccia di Igor Vaclavic trovata dagli investigatori

Messaggio beffa del killer in un casolare “L’avevamo perquisito non ci eravamo accorti che…”

«Vi amazero!!!!». L’italiano non è perfetto, ma il senso è lampante. C’è uno specchio tondo in un casolare abbandonato tra Monestirolo e Portomaggiore, al confine fra Ferrara e Bologna, appoggiato su ciò che resta di un tavolo di legno. E su quello specchio qualcuno, molto di recente, ha lasciato la propria firma. Quella di Norbert Feher alias Igor Vaclavic? Nessuna certezza, ma tanti sospetti. Quelli che, alcuni giorni fa, hanno portato le forze dell’ordine ad un blitz in grande stile nel vecchio rudere che si raggiunge passando per Strada del Magone, tra distese immense di campi coltivati.

Lo specchio. Il fuggitivo, accusato ora di tre omicidi (Budrio, Portomaggiore e Fosso Ghiaia), potrebbe essere passato per quel casale. La ‘zona rossa’ fra Marmorta e Campotto, quella battuta palmo a palmo da più di due settimane dai carabinieri di Gis, Tuscania e Cacciatori di Calabria, è a pochi chilometri in linea d’aria. «Alcuni giorni fa – racconta un contadino indicando il vecchio rudere a due passi dalla Statale 16 –, in quella zona sono arrivate in massa le forze dell’ordine. E sono rimaste un bel po’…».

Entri e in ciò che resta ancora in piedi, puoi trovare di tutto: un divano, scaffalature in acciaio, tubi, ferro, damigiane. E un tavolino sopra al quale ecco spuntare uno specchio rotondo con una scritta su tre righe fatta con un dito nella polvere: «Vi/amaze/ro», seguita da quattro punti esclamativi.