La manovrina introduce la “tassa Airbnb”: dal 1 giugno scatta la cedolare secca per le locazioni brevi

Stretta del Fisco sul sistema delle locazioni turistiche: la mancata registrazione metteva infatti l’agenzia delle Entrate nella quasi impossibilità di effettuare controlli. Ecco che cosa cambia davvero per proprietari con la norma approvata dal Governo

La manovrina introduce la “tassa Airbnb”: dal 1 giugno scatta la cedolare secca per le locazioni brevi

Cedolare secca anche sulle locazioni brevi: dal 1° giugno 2017 gli intermediari che incassano il canone dall’inquilino per girarlo al proprietario d’ora in poi funzioneranno da sostituto d’imposta, trattenendo le tasse dovute da chi affitta e le verseranno all’Erario. La novità introdotta dal governo nella cosidetta “manovrina”, la correzzione del Def resa necessaria dai rilievi dell’Europa ai conti dell’Italia.

La cosiddetta “tassa airbnb” pone una stretta fiscale al sistema delle locazioni turistiche: la mancata registrazione metteva infatti l’agenzia delle Entrate nella quasi impossibilità di effettuare controlli. Ora sia le agenzie immobiliari che per i portali come Booking o, appunto, Airbnb dovranno comunicare all’Agenzia delle entrate i dati dei contratti e in caso di irregolarità è prevista una multa fino a 2mila euro. Il proprietario comunque avrà sempre la possibilità di scegliere tra imposta sostitutiva del 21% e Irpef ordinario, nel qual caso la ritenuta del 21% sarà a titolo di acconto

Cedolare secca locazioni brevi, “norma Airbnb”