Il 30 Aprile 2015 muore Roberto Mancini, il poliziotto eroe della Terra dei Fuochi

Prima che lo scandalo dei rifiuti tossici fosse scoperto dall’agente-eroe, nel 1992 il boss pentito Nunzio Perrella aveva già avvertito gli inquirenti che stavano svolgendo alcune indagini parallele. Le parole di Perrella “La monnezza è oro, dotto’, e la politica è una monnezza” avevano annunciato quello che da lì a poco si sarebbe scoperto essere uno dei più grandi disastri nazionali italiani.

Il commissario Roberto Mancini forma quindi una squadra di pochi ma valorosi agenti per condurre le sue indagini, nonostante l’incredulità generale di quanti non sospettavano minimamente del disastro ambientale su cui camminavano.

roberto-mancini Il primo passo importante per le indagini sui rifiuti tossici della Campania è stato quello di smascherare l’avvocato Chianese, che si rivelò essere un vero e proprio “broker dei rifiuti”: gestiva il rapporto con le aziende e organizzava il trasporto e lo sversamento dei rifiuti nelle discariche. Il poliziotto scava personalmente nelle terre avvelenate, scopre dell’esistenza di fossi avvelenati da rifiuti nucleari e produce un’informativa di diverse centinaia di pagine che è rimasta sepolta per numerosi anni. Nelle diverse dichiarazioni che ha rilasciato, come nell’intervista a Le Iene Roberto Mancini sulla Terra dei Fuochi dichiara: “NeL 1996 portammo il pentito Carmine Schiavone in volo sul casertano e individuammo un allevamento di bufale i cui terreni erano contaminati. Sequestrammo cinque siti, a distanza di due ore la camorra ci bloccò la strada che portava in quei luoghi con cumuli di monnezza. Sapevano tutto, erano potentissimi. Interravano i rifiuti a 20 metri, ma i carotaggi sono stati fatti a sette metri, dove c’era solo terra di riporto“.

Nel 2002 gli viene diagnosticato un linfoma non Hodgkin.

Il Comitato di verifica del ministero delle Finanze certifica che il suo tumore del sangue dipende da “causa di servizio”.

Ma l’indennizzo è di 5mila euro. Il poliziotto, dopo aver ricevuto un indennizzo, presenta quindi una richiesta di risarcimento danni, ma la Camera però esclude “una qualsiasi responsabilità risarcitoria”.

Anche se si sapeva chi è Roberto Mancini e quanto è stato prezioso il suo contributo per le indagini sui rifiuti tossici, non è stato possibile evitare che l’agente iniziasse un ennesima lotta per il riconoscimento dei propri diritti. Roberto Mancini è morto il 30 aprile 2014, all’età di 53 anni. Aveva una moglie e una figlia.

La storia del poliziotto che ha scoperto la Terra dei Fuochi è stata raccontata nella fiction prodotta da Rai 1 “Io non mi arrendo” con Beppe Fiorello nel ruolo di Roberto Mancini.
napolitan 1