Ora torna Matteo Renzi, “ciaone” Gentiloni

Detto che chi nel Pd in questi mesi di «vacanza» gli si è messo contro o anche solo di traverso è un uomo morto (la sua furia vendicatrice è ben nota) e per cui non sono da escludere nuove scissioni, adesso a Renzi tocca l’onere di fare la prima mossa vera del nuovo corso, cioè proporre una legge elettorale. Lo farà trattando con Berlusconi o con Grillo? Lo sapremo presto, e dalla scelta capiremo chi teme di meno nelle urne (con Berlusconi se ha più paura di Grillo o viceversa).

In ogni caso il nuovo Renzi non ha più il potere di prima. La sua inaffidabilità è stata smascherata, la sua invincibilità smentita, la sua presunta bravura sbugiardata dal fallimento di tutte – dico tutte – le riforme fatte durante il suo mandato. E per ultimo, non in ordine di importanza, al Quirinale non c’è più quel trafficone comunista di Giorgio Napolitano che agevolò la sua ascesa (salvo poi pentirsene) ma un uomo saggio come è Mattarella. Insomma, Renzi torna a comandare ma non a incantare. Oggi la partita è meno truccata di quella di tre anni fa.

Il Giornale