Raid incendiario nella casa destinata all’accoglienza dei profughi

Il rogo è divampato sabato notte e ha prodotto gravi danni al porticato e ai serramenti, intaccato anche il primo piano

MONTAGNANA. A fuoco la casa che ospiterà i profughi. L’incendio pare essere doloso, anche se le forze dell’ordine mantengono il massimo riserbo sulla vicenda. Certo è che l’episodio avvenuto l’altra sera a Montagnana potrebbe diventare un caso politico e sociale.

L’incendio.
Il rogo è divampato intorno alle 23 di sabato, nel retro dell’abitazione di via Guenizzo che dovrebbe ospitare altri profughi destinati a Montagnana. La struttura è di un privato che, esattamente un mese fa, ha raggiunto un accordo con la Prefettura di Padova per accogliere una decina di migranti, che ancora non sono arrivati. L’altra sera alcuni residenti hanno notato fumo e fiamme elevarsi dal sottoportico dell’abitazione: hanno quindi contattato il proprietario della villetta oltre a vigili del fuoco e carabinieri, giunti sul posto in pochi minuti e impegnati per quasi due ore nella messa in sicurezza del rogo. I danni all’abitazione sono notevoli: il porticato in legno è stato investito dalle fiamme per quasi metà della sua superficie. Il fuoco si è diffuso lungo i serramenti del pianterreno, entrando anche all’interno dei locali e salendo fino al piano superiore. L’incendio ha investito anche alcuni tavoli e delle sedie in legno e plastica.

Le indagini. Vigili del fuoco e carabinieri di Montagnana, impegnati in via Guenizzo nel contenimento del danno, si sono messi subito alla ricerca di eventuali inneschi. Nessuna ipotesi è stata confermata, anche se più voci confermerebbero la pista dell’incendio doloso. Quanto avvenuto nella bifamiliare di via Guenizzo, dunque, non sarebbe una casualità e tanto meno un incidente. L’area è stata delimitata e posta sotto sequestro per permettere ulteriori accertamenti, mirati anche a scoprire eventuali responsabilità. La pista inevitabilmente presa in considerazione è quella della ritorsione verso il privato, S.T., residente del Montagnanese, che ha messo a disposizione la struttura per l’accoglienza ai migranti. Parte dell’edificio è peraltro inagibile e dunque l’arrivo dei profughi sarà sicuramente rinviato.

Il precedente. Se fosse confermata la pista dell’incendio doloso, questo rappresenterebbe uno degli episodi più gravi di resistenza e opposizione di fronte al fenomeno dell’accoglienza in provincia di Padova. Già in passato, però, Montagnana aveva sperimentato qualche episodio non trascurabile. Nell’agosto 2014, nella notte che aveva seguito una manifestazione di protesta, qualcuno aveva lanciato uova e pomodori contro la facciata dell’albergo Maxim’s di via Sant’Antonio, struttura che per qualche mese aveva accolto numerosi profughi. L’albergo, gestito da Sergio Enzini, si è visto togliere l’autorizzazione ad accogliere migranti dopo alcune gravi inadempienze dimostrate dal titolare della struttura.

 

fonte: Mattino di Padova