Morbo di Alzheimer, i primi sintomi e le soluzioni per le famiglie del malato

LE POSSIBILITÀ PER LE FAMIGLIE  

In questa difficile condizione, una delle opportunità che hanno le famiglie è fare richiesta – nel caso di invalidità totale del malato – della cosiddetta indennità di accompagnamento, che consiste in un assegno mensile di poco superiore ai 500 euro e indipendente dal reddito. Altrimenti si possono affidare alle strutture specifiche, come i centri diurni per i malati meno gravi o le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) per quelli più gravi, che tuttavia risentono di forti disparità tra le diverse regioni, con meno presenza al sud rispetto al centro-nord, dove non è raro imbattersi anche in servizi assistenziali innovativi come gli Alzheimer Caffè o i laboratori di stimolazione cognitiva.

NUOVE SPERANZE DAL PIANO NAZIONALE DEMENZE  

Se il quadro non è dei più confortanti, qualcosa si sta tuttavia muovendo a livello internazionale per far fronte a quella che viene definita una «epidemia sanitaria e sociale». «L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiesto a ogni singolo Paese di dotarsi di un Piano Nazionale Demenze che sarà passato in revisione nel 2017» sottolinea Rossella Liperoti. Si tratta di un piano strategico che ha l’obiettivo di ridurre la diffusione delle demenze e il loro costo sociale, migliorando le cure e l’assistenza per i malati e sostenendo la ricerca scientifica. L’Italia si è già dotata di un proprio piano dal 2014 e, anche se i fondi sono insufficienti ed è ancora molta la strada da percorrere, si tratta di un debole primo passo verso un’assistenza migliore per i malati. «Nel mondo sta crescendo fortemente la sensibilità verso questa malattia e ciò potrebbe aprire nuove prospettive» conclude la dottoressa.

Nuove prospettive sul piano dell’assistenza ma anche per la ricerca farmacologica, a cui sono affidate le speranze di oltre 36 milioni di malati nel mondo.

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