Gli diagnosticano un tumore: quando scoprono la verità è già troppo tardi. Michele muore a 52 anni

Secondo i medici Michele Mario Scarano aveva metastasi al cervello. Ma poteva salvarsi: era una cisti: scoperta troppo tardi. Aperta un’inchiesta, per ora senza indagati

Un ascesso celebrale confuso con un tumore. Un errore diagnostico che ha ribaltato fino ad azzerare le chance di vita di Michele Mario Scarano, deceduto lo scorso 29 aprile presso l’ospedale San Camillo. L’uomo, 52 anni, era curabile, seppure con qualche difficoltà, qualora fossero state individuate con prontezza le cisti sviluppatesi di recente.

E invece i medici – secondo quanto ipotizza la procura che indaga con l’accusa di omicidio colposo per ora senza indagati – le avrebbero confuse con metastasi in stato avanzato, concludendo che l’uomo aveva minime possibilità di sopravvivenza. Quando lo sbaglio è emerso in un estremo tentativo di frenare quella che si credeva fosse una neoplasia, ormai la situazione era compromessa. Ora il pm Caterina Sgro ha disposto un’autopsia, ed entro sessanta giorni il medico legale Luigi Cipolloni depositerà le conclusioni, provando a dare una spiegazione sui motivi dell’abbaglio.

Tuttavia il decorso ospedaliero, almeno stando ai primi accertamenti, sarebbe stato caratterizzato dalla totale assenza di una terapia, che, se approntata con immediatezza, avrebbe fatto luce fin da subito su quale fosse il problema di Scarano.

La prima valutazione sbagliata sulla condizione di salute del 52enne, per la verità, era stata commessa in una struttura sanitaria di Isernia, dove l’uomo, un napoletano, era andato a farsi visitare per un dolore alla testa. L’equipe medica locale aveva stilato la sua relazione indicando come metastasi alcune ombre al cervello. Inevitabile la prescrizione del ricovero. Ma Scarano aveva preferito recarsi a Roma, destinazione San Camillo. Anche il personale sanitario del nosocomio sulla Gianicolense, però, aveva confermato la diagnosi dei colleghi molisani. L’uomo accettava il ricovero a fine di marzo ma lo stato di salute progressivamente peggiorava, finché in un ultimo tentativo si procedeva a un intervento chirurgico. E qui è saltato fuori lo sbaglio. Dopo il decesso, ecco la denuncia dei familiari presso il comando dei carabinieri dei Parioli.

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