L’Antitrust contro Enel, Acea e A2a. Perquisite le sedi

Le società avrebbero utiizzato strategie finalizzate, anche nella prospettiva prevista dal ddl concorrenza di un definitivo superamento del servizio di maggior tutela a prezzi regolati, a spostare al mercato libero la propria base clienti servita in maggior tutela e costituita da famiglie e piccole e medie imprese

MILANO – Avrebbero approfittato della loro posizione dominante sul mercato per strappare clienti ai concorrenti, per difendere la propria quota di mercato, evitare un calo dei guadagni e posizionarsi in anticipo in vista della totale liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica. E per questo l’Antitrust le ha perquisite e ha avviato una istruttoria.

Sotto accusa sono Enel, A2a ed Acea: l’Authority che vigila sul buon funzionamento della libera concorrenza ha avviato tre distinti procedimenti nei confronti delle tre utility, le quali sono anche i principali operatori integrati nella distribuzione e vendita di energia elettrica in Italia. Un’indagine nata da segnalazioni arrivate dall’Antitrust da concorrenti che si sono sentiti danneggiati dalla pratiche messe in atto per attirare nuovi clienti e che nelle loro denunce vengono definite scorrette. Nonché da una segnalazione generale di Aiget, l’associazione che raccoglie più di 50 grossisti e trader di energia e gas in Italia; l’accusa è quella di approfittare del vantaggio di essere sia distributore (colui che porta fisicamente la corrente fino alle case o ai negozi) sia l’operatore commerciale (colui che la vende).